«Oggi ci sono 27 palestre, ne resteranno solo 3 o 4»

Parla Lino Milanta, fondatore dell’Atletic Club Carrara, dopo lo stop delle attività. «Per tutta l’estate abbiamo avuto controlli e da noi neppure un contagiato» 

CARRARA. «Siamo in 27 palestre sul territorio, quando tutto sarà finito rimarranno aperte solo 3-4 attività».

Lo dice chiaramente Lino Milanta, fondatore dell’Atletic Club Carrara, con una storia ultra-trentennale di sport sul litorale. Un'altra palestra storica di Carrara con l'attività stoppata, nuovamente, per via della questione Covid e dall'ultimo dpcm.


«Quello che non si capisce è che dietro a ogni attività – parlo di tutte, non solo di noi palestre – ci sono storie, c'è una filiera che coinvolge altri settori e quindi tante persone. Le palestre, quindi anche qui, hanno chiuso in primavera per più di due mesi per poi riaprire con spese importanti per adeguarci alle nuove norme», ricapitola Milanta che poi fa il punto, un quadro dell'ultimo periodo, tra protocolli, ripartenze e nuovi stop.

«Probabilmente non si conoscono bene le dinamiche di una palestra: i mesi di “alta stagione” vanno principalmente da febbraio a maggio, inutile ricordare che eravamo chiusi tutti questi mesi appena citati; quelli primaverili d'altronde da sempre bilanciano un calo del tutto fisiologico previsto per la stagione estiva: è sempre stato così, anche prima del virus. Alla fine di settembre si riprende: ecco, dopo nemmeno un mese siamo stati costretti a chiudere di nuovo, dopo, ripeto, aver sostenuto le spese per adeguare spazi e ingressi», sottolinea sempre Milanta che aggiunge: «Noi, intendo come palestre, almeno lo abbiamo saputo con qualche giorno di anticipo di fatto: l'annuncio su regole da rispettare, onde evitare la chiusura, nella settimana precedente del premier era stato un preludio fin troppo chiaro a quello che stava per succedere. Però ci tengo a precisare che abbiamo ricevuto controlli per tutta l'estate e nelle palestre di Carrara non è partito alcun contagio. Si è chiuso tutto, senza optare per una chiusura più ragionata, andando a certificare cioè quelle attività aperte e rispettose di tutti i protocolli», precisa ancora il fondatore dell’Atletic Club, nota, lo ricordiamo, per il karate; precursori in zona della disciplina.

Dici Milanta e pensi al karate, infatti: Lino, nazionale italiana, e poi i due figli, i gemelli Maria Elena e Raffaello, classe 2000 e un medagliere già ben nutrito con tanto di competizioni internazionali.

Ebbene, il karate, come allenamenti prosegue: «La Federazione ha approfondito il decreto e ci possiamo allenare, con una coppia in 9 metri quadrati. Come spazi noi ci siamo – prosegue Milanta –. È un sollievo, in parte, come quotidianità, a livello psicologico, più che economico, è bene precisarlo», spiega.

La chiosa però è amara. «Le contraddizioni sono molte e vale lo stesso discorso se pensiamo ai ristori primaverili versati in ritardo. Faremo fatica: ci sono affitti, spese non congelate e siamo chiusi. Sicuramente non molliamo, combatteremo come abbiamo sempre fatto, anche se di questo passo rimarranno 3-4 attività su un totale di 27. Cosa mi aspetto? Beh, mi piacerebbe vedere quel clima di solidarietà che si respirava nei giorni difficili del post-alluvione del 2014: noi, in ginocchio, a lavorare, ma tanti giovani che venivano ad aiutarci, sono ricordi che mi fanno ancora commuovere». —
 

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