Morti per tumore, dati allarmanti della Cisl apuana

Il segretario Andrea Figaia ha stilato un personale registro: «I decessi maschili superano la media regionale»

Massa-Carrara

La nostra provincia, ad oggi, nonostante ripetute promesse ed impegni da parte dei rappresentanti istituzionali, è ancora priva di un registro tumori vero e proprio. Per ovviare a questa mancanza, il segretario provinciale della Cisl Andrea Figaia ha elaborato un suo “registro tumori”, da cui emerge una chiara debolezza della popolazione di Massa-Carrara, dove si registrano eccessi significativi di mortalità rispetto alla media regionale per tumori (prostata, polmone, vescica, tiroide, mammella, utero, colon retto e cute), più nei maschi che nelle donne. L’esposizione occupazionale, in un territorio come il nostro, dove si sta ancora pagando un tributo pesantissimo all’inquinamento provocato all’epoca in cui era attivo il polo chimico, che esponeva a rischio cancerogeno i lavoratori e ad inquinamento ambientale le aree circostanti, assume sicuramente un’importanza rilevante nello spiegare i numerosi eccessi di patologie tumorali.

«Con un lavoro “certosino”-spiega Figaia- mettendo insieme idee, dati e documentazione raccolta in questi anni nelle frequentazioni sindacali con la Asl Nord Ovest e le zone distretto delle province di Massa Carrara e Lucca, è stato possibile costruire una specie di “registro tumori” che permette una analisi interessante su dove e con che patologia colpisce questa malattia ed anche, conseguentemente, porsi domande ed ottenere qualche risposta, forse, troppo inevase sul ruolo della chimica, ma non solo, nei nostri territori». L’analisi dei dati viene svolta su area vasta e comprende i territori di Massa-Carrara, Viareggio, Lucca, Pisa e Livorno, inclusi nell’Asl Toscana Nord Ovest. Le tabelle di incidenza tumori, nelle tipologie e nelle provincie interessate, sono forniti “a prevalenza standardizzata per 100.000 persone” su dati provenienti dall’Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica (Ispro) di Firenze. «I dati -premette Figaia- sono fermi al 2016. Dati più aggiornati non ne abbiamo avuti. Se qualcuno li ha, pensiamo sia dovere civico renderli disponibili pubblicamente». La provincia con il maggior impatto di tumori è Livorno (5,468%), seguita da Massa-Carrara (5,37%). La media dell’Asl Toscana Nord Ovest è 5,274% e quella toscana 5,232%. «Disaggregando i dati per patologia, -osserva Figaia- Livorno primeggia nel tumore alla prostata, in quello della vescica, del colon retto donne, della tiroide, sia pure a pari merito con Massa-Carrara, e del polmone femminile. Massa-Carrara, invece, -prosegue il sindacalista- primeggia in questa inquietante classifica con il tumore della mammella, del colon retto uomini, ex equo della tiroide, del polmone donne e della cute. Ma i dati della vescica e della prostata sono molto alti e ben superiori al benchmark di area vasta e regionale».

Ammalarsi, però, significa anche essere curati ed assistiti. Quale è allora l’incidenza della malattia rispetto al dato generale legato alla conclusione nefasta della patologia? «Basandosi su analisi del “numero decessi standard per età su 100.000 persone”, -risponde il segretario Cisl- relativamente però al triennio precedente il 2016 (dati relativi ad anni successivi non sono mai stati resi disponibili), l’analisi porta ad alcune conclusioni davvero sorprendenti». Il dato mette insieme la morte dei malati relativamente all’impatto di tutte le tipologie di cancro. «A Livorno -riferisce Figaia- si muore assai di meno di quanto ci si ammali. In Versilia, sia per le donne che per gli uomini, si muore in misura assai maggiore rispetto all’impatto della malattia. Massa-Carrara segue a ruota, sia per le donne che per gli uomini».

Poi l’ultima tragica verità: «Se per le donne il dato si piazza a ruota della primazia versiliese, sia nelle Apuane che, meno, in Lunigiana, -sostiene l’esponente Cisl- nei maschi la zona delle Apuane (Montignoso, Massa e Carrara) primeggia con un dato davvero negativo (0,465%), sorpassando la Versilia, il dato di area vasta Nord Ovest (0,409%) e quello Toscano, molto lontano (0,381%). La Lunigiana/maschi si piazza allo 0,399% in media. Dunque: -si chiede Figaia- perché nella zona di costa delle Apuane i maschi muoiono con una percentuale così alta rispetto alle zone continue limitrofe e di collegamento statistico della Toscana?» —


 

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