Ucciso a caccia: la Procura apre il fascicolo per omicidio colposo, c'è un indagato

Riccardo Serra, 40 anni, in una foto con il suo cane e il luogo dell’incidente, i boschi di Fivizzano dove si stava svolgendo la battuta di caccia durante la quale un colpo ha raggiunto l’uomo uccidendolo

Il cacciatore che ha sparato è stato iscritto nel registro degli indagati. Disposta l’autopsia sul corpo del carrarese e sequestrata la carcassa del cinghiale. La vittima si stava preparando a festeggiare il compleanno: il ritratto

MASSA. La Procura di Massa Carrara ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, dopo la morte di Riccardo Serra, il carrarese raggiunto da un proiettile durante una battuta di caccia al cinghiale nei boschi di Viano, a Piano di Monzone, nel comune di Fivizzano.

Un solo iscritto nel registro degli indagati, M.V. cacciatore di 80 anni, che mercoledì pomeriggio, davanti agli inquirenti, ha sostenuto di aver sparato per colpire un cinghiale che si stava allontanando. Un incidente, insomma, e la Procura non ha motivo di dubitare, al momento, che sia andata proprio così. Per questo l’uomo è stato indagato per omicidio colposo, ma non è stato previsto per lui l’arresto.

L’inchiesta però deve fare il suo corso e quindi è stata comunque disposta l’autopsia sul corpo di Serra e un esame balistico. Si cercherà di capire quale fucile ha sparato, se il proiettile che ha ucciso Serra è uscito davvero dall’arma del cacciatore 80enne; in che posizione era Serra al momento in cui è stato colpito e anche in che direzione stava fuggendo il cinghiale, che è morto per i colpi ricevuti e la cui carcassa è sotto sequestro della magistratura. Anche sull’animale, infatti, dovranno essere fatte delle indagini, perché c’è da capire se in quegli attimi stava sparando soltanto M.V, o se nella concitazione anche altri fucili hanno fatto fuoco. E se così fosse, potrebbe essere stato anche un altro cacciatore ad aver accidentalmente ucciso Riccardo Serra. Una questione di traiettorie, insomma, tutte da valutare.



L’uomo quella mattina è stato raggiunto alla pancia da un proiettile pesantissimo che, secondo una prima ricostruzione, avrebbe colpito il cinghiale, attraversato le sue carni, per poi fuoriuscire e arrivare a Serra, forse addirittura di rimbalzo, dopo aver scheggiato un sasso. «Io ero cinquecento metri più sotto, in un altro canalone. Alla ricetrasmittente hanno detto: correte hanno colpito Riccardo, il carrarino. E ho capito subito che era successa una tragedia» racconta Sandro De Marchi, un amico che faceva parte della battuta di caccia al cinghiale in cui ha perso la vita Serra. «C’era sangue dappertutto- ha detto agli inquirenti- Abbiamo immediatamente chiamato i soccorsi. Ma noi lo sapevamo che non c’era più niente da fare»

Nella giornata di ieri sono stati convalidati i sequestri dei fucili, delle cartucce e, come detto, della carcassa del cinghiale. Indaga il Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Massa Carrara. Coordina le indagini il sostituto procuratore Marco Mansi.



Domani Riccardo Serra avrebbe compiuto 40 anni. Viveva a Bonascola, dove era molto conosciuto, con la moglie, titolare di un’agenzia, e il figlio. Una vita semplice, come raccontano le centinaia di testimonianze di amici e conoscenti. Una vita dedicata anche alla caccia, la grande passione che lo ha portato alla morte, nonostante fosse uno di quelli che, nei gruppi, definivano “esperto”. Tante battute, col fucile in mano, tante giornate passate nei capanni, tra i boschi, poi tra i fornelli a cucinare ciò che era stato preso. Impossibile per adesso stabilire la data dei funerali che una intera comunità aspetta. Il corpo di Serra dovrà ricevere il nullaosta del gip, dopo l’autopsia, per essere poi restituito ai famigliari. 
 

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