De Pasquale: non faccio Ponzio Pilato, cave e ambiente possono convivere

Il sindaco Francesco De Pasquale

Il sindaco: contesto i toni violenti che sono stati utilizzati in questi giorni, per il lapideo servono regole e equilibrio

«Non voglio fare il Ponzio Pilato ma credo che, da sindaco, la scelta giusta sia l’equilibrio. Ambiente e lavoro, in questo caso le cave, possono trovare un equilibrio che passa attraverso nuovo regole».

Francesco De Pasquale interviene sullo scontro a suon di striscioni, manifestazioni e contromanifestazioni (il D-Day è il 24 ottobre) sul tema di marmo e ambiente.


«Il clima di scontro sul tema marmo che si è creato in questi giorni in città è esattamente quello che cerchiamo di superare con la nostra azione politica - spiega il sindaco - Pur rispettando il diritto di chiunque a manifestare, ritengo che i toni degli ultimi giorni abbiano oltrepassato il segno creando una tensione che nuoce a tutta la città e non aiuta la causa di nessuno. Quindi voglio condannare in modo netto chiunque abbia espresso posizioni che inneggiano anche solo velatamente alla violenza o all’illegalità».

Lo striscione degli ambientalisti che annuncia la manifestazione

«Per quanto il tema sia di difficilissima gestione, come dimostrano tanti altri casi in Italia come ad esempio l’Ilva di Taranto , noi siamo convinti che il diritto all’ambiente e il diritto al lavoro siano conciliabili - sottolinea quindi il primo cittadino - Per questo con gli atti recentemente approvati abbiamo impresso una svolta importante alla gestione del settore: con i Pabe abbiamo introdotto nuove e più stringenti tutele per creste, crinali e sorgenti e imposto un contingentamento dei quantitativi estraibili; con il Regolamento degli Agri abbiamo sancito la temporaneità delle concessioni. Con questi due strumenti, inoltre, abbiamo imposto al sistema una filosofia completamente nuova: gestire la cava non è più un diritto acquisto ma una opportunità che dipende anche dalle modalità con cui la si conduce».

Lo striscione contro gli ambientalisti


«Chi riduce l’impatto ambientale dell’escavazione, incrementa la lavorazione in loco, investendo sulla cultura e in generale sulla città - ribadisce De Pasquale - ha maggiori possibilità di vedersi rinnovare ed estendere la concessione».

E sulle tensioni che si stanno vivendo proprio partendo dalle due manifestazioni, quella ambientalista a tutela delle Apuane, e quella del mondo delle cave a difesa del lavoro, il sindaco si esprime così.

«In particolare dagli aspri confronti di questi giorni, emerge con forza il tema dell’impatto occupazionale del settore e della scarsa lavorazione in loco - continua - Anche su questo stiamo intervenuti, sia nei Pabe che nel Regolamento, per incentivare la filiera corta. Al di là di quanto imposto dalle normative vigenti, sicuramente sarebbe auspicabile che la parte industriale facesse un passo in avanti, si evolvesse, investendo di più innovazione e nel coinvolgimento del tessuto artigianale locale. Un ragionamento questo applicabile anche ad altri temi, del resto».

«E’ chiaro che per vedere i frutti della svolta impressa alle regole del sistema ci vorrà un po’ di tempo. Oltre a questa politica di medio-lungo respiro ci siamo mossi anche con azioni di impatto più immediato - conclude - Una su tutte è la sferzata sulla rimozione delle terre dal monte che, fin dal nostro insediamento, ha dato risultati oggettivi e immediati: nel 2016 le terre asportate ammontavano ad appena 85.663 tonnellate; a fine 2017, a soli sei mesi dal nostro insediamento e dall’immediato input a provvedere alla rimozione, il quantitativo era già salito a 133.268 tonnellate; il trend virtuoso è proseguito nel 2018 con 398.907 tonnellate e nel 2019 con 522.805 tonnellate rimosse. Si tratta di un percorso particolarmente importante, che rivendichiamo con forza, non solo per l’impatto ambientale ma anche per la sicurezza idraulica del territorio».—