Il sindacato tuona: noi non stiamo con gli anti-cave

La Fillea Cgil si schiera: no alle battaglie a suon di striscioni ma non si può seguire l’utopia di fermare il lavoro al monte 

CARRARA. Non cadere nella «trappola», quella «di procedere a uno scontro fisico e verbale sui social o su striscioni» che alla fine giova «più a chi segue l’utopia di chiudere le cave». Il suggerimento al mondo del lapideo, a partire dai lavoratori, che arriva da Fillea Cgil è questo in sintesi.

L'organizzazione sindacale della categoria si inserisce così, con un articolato comunicato, nel botta-risposta – a colpi di screenshot con tanto di commenti social talvolta molto duri, striscioni, iniziative – fatto di manifestazioni lanciate nei giorni scorsi e calendarizzate per sabato 24 ottobre: Athamanta, da una parte, con lo stop alla «devastazione delle Alpi Apuane», e una contromanifestazione per rispondere al mondo ambientalista. E così, a poco più di un mese dalla data clou, il clima rovente si è tradotto in striscioni e fiumi di parole sui social. Fillea tenta allora di trovare una sintesi tra i due macro-temi (e annosi per Carrara, ma non solo) oggetto della contesa: lavoro e ambiente, a fare da grimaldelli per gli schieramenti.


Il sindacato

«Naturalmente non condividiamo la manifestazione che ha l’obiettivo di far chiudere le cave e di conseguenza l’intero settore e il suo indotto e far saltare i conti pubblici del Comune di Carrara e di tutti i Comuni che sostengono il loro bilancio, e anche il sociale, principalmente sugli introiti del marmo. Manifestazione che naturalmente non tiene di conto e non condivide tutto il percorso fatto dal 2014 con la Regione Toscana, il Comune di Carrara, le organizzazioni degli imprenditori e le organizzazioni sindacali che rappresentano i lavoratori per regolamentare il settore tenendo di conto dell’ambiente, del lavoro e della sicurezza sul lavoro», precisano prontamente dal sindacato.

Poi le puntualizzazioni: ciò che è stato fatto e dove, in buona sostanza, si è messo mano nel settore marmifero. «Questi provvedimenti legislativi regionali in materia di cave e gli strumenti di programmazione regionale come il Piano cave sono stati essenziali per tradurre nei fatti le nostre richieste storiche come quella che il 50 per cento dell’estrazione avvenisse in loco in filiera; che l'escavazione del marmo avesse urgenza di regole era necessario, lo abbiamo detto più volte rafforzandolo anche con delle mobilitazioni e scontrandoci con molti interessi e con proprietari di cava che non hanno ancora digerito queste regole mentre abbiamo avuto apprezzamenti da altri che hanno capito il problema e la necessità del cambiamento», ricordano dal sindacato. Poi c'è un altro punto, come anticipato, su cui sono molto chiari e su cui lanciano un vero e proprio appello da Fillea: «Non cascheremo, e invito i lavoratori a non cascare, nella trappola di procedere a uno scontro fisico e verbale sui social o su striscioni (entrambi inopportuni) che giovano più a chi segue l’utopia di chiudere le cave che a chi come noi difende il lavoro ama l’ambiente e si vuole adoperare nel futuro che il rispetto di queste regole diventi la condizione imprescindibile per continuare a estrarre marmo». Prima di chiudere il sindacato però apre – e auspica – a un dialogo con le parti perché, ammettono, «non significa che tutto va bene, anzi, il settore deve fare più filiera, creare più posti di lavoro, al monte e al piano».

«Questo sì che è importante e questo sì che se non avviene diventerà un problema e i Pabe (Piani attuativi dei bacini estrattivi, ndc) e il regolamento degli agri marmiferi del Comune di Carrara auspichiamo ottengano questo risultato. Ribadiamo comunque che siamo e saremo sempre disponibili ad accettare il confronto, le ragioni e valutare le proposte di tutti per migliorare le cose che nel mondo marmo non vanno, ma che però non partono dal presupposto che si risolvono i problemi dei cittadini del territorio chiudendo le cave. Non siamo d’accordo», concludono.

Insomma, per Fillea i nodi attorno al lapideo non si sciolgono con la chiusura tout court dei bacini estrattivi e dal sindacato invitano al dialogo.