Ponte Zambeccari, il sindaco: «La Procura non si fida delle nostre perizie. Chi soffre è la città»

Il ponte Zambeccari di Pontremoli messo sotto sequestro il 27 maggio scorso

Lucia Baracchini: «L’avviso di garanzia è atto da mettere in conto». Si apre una battaglia tra tecnici sulla stabilità della struttura

Pontremoli. A due mesi e una settimana dal sequestro disposto dal Gip della Procura di Massa, Pontremoli è ancora tagliata in due, le attività commerciali soffrono, il centro storico è più isolato. E, all’orizzonte, nulla di buono si intravede intorno al ponte Zambeccari, chiuso con transenne e sigilli dal 27 maggio scorso. Anzi, la questione si complica e non poco, e la riapertura ad auto e pedoni è di là da venire.

Non aiuta certo a venire a capo del guaio l’ultimo atto della Procura, che venerdì ha inviato al sindaco Lucia Baracchini e al responsabile dell’ufficio lavori pubblici del Comune un avviso di garanzia per ulteriori accertamenti tecnici da fare sulla solidità e la stabilità dell’infrastruttura. «Certo ricevere un’informazione di garanzia fa poco piacere, ma penso che un sindaco una volta investito delle sue funzioni debba mettere in preventivo una eventualità del genere», afferma Baracchini.


Nella sostanza, i giudici non si fidano delle analisi di transitabilità effettuate dalla ditta incaricata dal municipio, la Vega Engeneering di Lucca, contenute nella seconda istanza di dissequestro del ponte presentata dall’amministrazione e nuovamente rigettata (come la prima) dalla Procura. Si apre dunque a questo punto una battaglia di perizie. Tutto sulle spalle evidentemente malconce dello Zambeccari. Ancora il sindaco di Pontremoli: «Credo che questa sia la prosecuzione naturale della vicenda, è impensabile che il Ctu della Procura (l’ingegner Sossio Del Prete, ndr) prendesse per buona la nostra perizia, che è stata considerata poco plausibile. Una perizia peraltro fornita dalla ditta Vega, che come il Laboratorio Delta che ha effettuato le analisi è un’azienda certificata per legge».

Secondo i rilievi dei tecnici di parte comunale, la corsia centrale dello Zambeccari già oggi può accogliere pedoni e auto, seppur a senso unico alternato. Mentre i marciapiedi laterali, oggetto di un intervento di manutenzione negli anni ’50, non garantiscono adeguata sicurezza e dunque devono restare chiusi. La Procura però oggi, dai dati in suo possesso, è di diverso avviso: sia la corsia centrale sia le parti laterali restano sotto sequestro e chiuse al transito.

Va avanti Baracchini: «La problematica sul ponte Zambeccari poteva essere accelerata, adesso invece si apre la fase del contradditorio tra perizie. Dunque, finché non si risolvono le valutazione tecniche tra municipio e Procura la struttura resta chiusa e i lavori già programmati dal Comune per la sua manutenzione restano fermi. I tempi sono indefiniti, e inevitabilmente si allungano. E intanto proseguono i disagi per le tante attività economiche del centro storico e non solo che soffrono di questa situazione». Aggiunge il primo cittadino di Pontremoli: «Noi vogliamo dimostrare soltanto l’impegno che il Comune ha messo nel fare quello che doveva fare per quanto riguarda lo Zambeccari, dalle analisi qualitative alle perizie tecniche inviate alla Procura tra l’altro un mese prima dal sequestro del ponte. Evidentemente, il Giudice per le indagini preliminari e il Ctu Del Prete, con cui io personalmente non ho mai avuto contatti, non si fidano dei risultati da noi rilevati».

La bega non è da poco e si trascinerà a lungo, a maggior ragione ora che aumenta il peso degli incartamenti. Questione da tecnici specializzati, dati, risultanze, prove di carico, analisi strutturali. Insomma, si andrà avanti a colpi di perizie. La speranza di Pontremoli è che l’affondo arrivi il prima possibile, così da riaprire il ponte. —