Bonifiche, Fratoni: le analisi finalizzate a trovare i responsabili dell’inquinamento

Ecco il cronoprogramma dei prossimi lavori: a breve sarà convocato il Comitato locale di coordinamento

MASSA-CARRARA. L’assessore regionale all’ambiente Federica Fratoni ha risposto alle domande del Tirreno sull’inizio delle bonifiche vere e proprie del Sin/Sir apuano, i cui terreni e falde risultano ancora pesantemente inquinati da 50 anni di industria chimica selvaggia.

Era stato annunciato che le ultime due campagne di indagini effettuate per conto della Sogesid Spa (società del ministero dell’Ambiente) nella falda Sin/Sir sarebbero state così precise da consentire di risalire con certezza a quelle che furono le aziende chimiche responsabili della contaminazione. Sarà possibile, una volta individuate, chiamare queste ditte o le società loro eredi a rispondere in sede giudiziaria di tali comportamenti?
«Come è possibile leggere all’interno dell’Accordo 2016, le attività di caratterizzazione della falda soggiacente alle aree Sin e Sir sono state specificatamente messe a punto proprio per essere di supporto all’istruttoria volta alla conclusione del procedimento per l’individuazione dei soggetti responsabili della contaminazione».

Una risposta che sembra contraddire quella fornita nei giorni scorsi dall’Arpat alla stessa domanda. «Lo studio Sogesid -aveva risposto l’agenzia- non aveva quella finalità. Sogesid si è limitata a descrivere la situazione attuale, senza riferimento al passato. Per andare in quella direzione Sogesid avrebbe dovuto fare una interpretazione dei dati in tal senso, ma nel documento non c’è».

Le due campagne di analisi svolte dalla Sogesid nella falda Sin/Sir sono terminate diversi mesi fa. Quando partiranno le effettive attività di bonifica unitaria previste per detto acquifero dall’Accordo di programma stipulato nel 2018?
«La Sogesid ha trasmesso il 31 gennaio 2020 la documentazione e i dati prodotti nel corso dell’indagine finalizzata alla caratterizzazione ambientale dell’area ex Sin-Sir di Massa Carrara svoltasi in due fasi di magra (settembre/dicembre 2018) e di morbida (aprile/luglio 2019). Di tale ampio lavoro sono state anticipate alcune risultanze nel corso della conferenza stampa del 16 dicembre 2019 svoltasi presso la Presidenza della Regione Toscana. L’interpretazione dei dati, acquisiti dalla Associazione temporanea di imprese nel corso delle due campagne, è invece di competenza di Sogesid ed è necessaria alla costruzione del modello concettuale e all’implementazione del modello matematico di flusso e trasporto in 3D dei contaminanti a loro volta essenziali per la messa a punto della più idonea soluzione di bonifica».

LA CONVOCAZIONE
E aggiunge: «Proprio in questi giorni la Sogesid ha trasmesso alla Regione e al ministero dell’Ambiente il documento - previsto dalla convenzione - che contiene gli esiti della caratterizzazione ambientale e il modello numerico del flusso di falda e trasporto degli inquinanti finalizzato al dimensionamento degli interventi di messa in sicurezza e bonifica della falda. A breve sarà convocato dalla Regione il Comitato locale di coordinamento per la definizione degli indirizzi e della tempistica della redazione del progetto definitivo. Questo concluderà, per quanto riguarda la falda, le attività previste dal primo Accordo di programma (1 settembre 2016). Una volta consegnato il progetto definitivo, si potrà passare all’Accordo del 2018, che fornisce le risorse necessarie per la sua attuazione».

L’Accordo di programma del 2018 prevede anche il risanamento ambientale di alcuni terreni che si trovano in area Sir (zona Tinelli e spiaggia antistante ex Colonia Torino a Massa ed area residenziale in Viale da Verrazzano a Carrara). Quando partiranno tali interventi ed in quali discariche saranno conferite le terre inquinate provenienti da queste aree?
«Gli interventi nell’area residenziale Tinelli, nell’area antistante la ex Colonia Torino a Massa e nell’area residenziale in Viale da Verrazzano a Carrara sono già previsti nell’Accordo 2016. I progetti degli interventi relativi all’area ex Colonia Torino e all’area Tinelli sono stati consegnati da Sogesid e su di essi il Comitato si è espresso nel corso dell’incontro del 12 settembre 2019. Gli stessi saranno sottoposti prossimamente alla verifica di assoggettabilità al procedimento di valutazione di impatto ambientale. In considerazione delle risorse messe a disposizione dall’Accordo 2016 e dal successivo Accordo 2018 e al costo degli interventi, è stato ritenuto di dare priorità all’esecuzione dell’intervento nell’area antistante l’ex Colonia Torino e poi a quello nell’area Tinelli, che sarà completato utilizzando le risorse dell’Accordo 2018. Conclusa la procedura di verifica di assoggettabilità l’intervento potrà essere appaltato per essere poi realizzato a partire dal corrente anno».

L’EX COLONIA TORINO
L’intervento nell’area ex Colonia Torino prevede che i materiali saranno scavati e gestiti in modo da ottenere al termine del processo una frazione recuperata come materia prima secondaria, che, previo accertamento dei requisiti di idoneità, sarà utilizzata ai fini del ripristino morfologico dell’arenile antistante come scogliera (pari a circa il 8% del volume totale movimentato). Un ‘altra frazione, invece, sarà avviata a impianto di trattamento/smaltimento previa idonea caratterizzazione. «Questo -spiega l’assessore Fratoni- consentirà di minimizzare il ricorso allo smaltimento in discarica, privilegiando il riutilizzo in situ e fuori situ».


IL RECUPERO DEL MATERIALE
Sulla base dell’analisi merceologica effettuata e delle geometrie di progetto, si prevede di ottenere: un volume di litoidi utilizzabili per la scogliera pari a circa l’8% del volume totale movimentato; una frazione di sopravaglio, pari a circa il 42%, da utilizzare se idonea per il ripristino dell’arenile; una frazione di sottovaglio, pari a circa il 48%, da avviare a recupero/smaltimento. Il restante 2% dei materiali è invece attribuibile a rifiuti non riconducibili alle tipologie lapidei o terre e rocce da scavo. «Complessivamente, -riassume la Fratoni- al termine del processo, è stimato di inviare a recupero/smaltimento, quale rifiuto, circa il 19% del volume totale movimentato (inclusi materiali lapidei o terre e rocce da scavo non conformi) pari a circa 2.700 mc sui 14.000 mc di materiali movimentati. Il sito idoneo a ricevere tale ridotta quantità di materiale sarà definito in sede di offerta economica. Analogo procedimento volto alla riduzione del materiale da conferire in discarica, verrà attuato anche per l’area Tinelli attraverso il “soil washing”», conclude l’assessore.

L'AREA EX FARMOPLANT
L’assessore Federica Fratoni ha risposto anche a domande relative al risanamento dell’area ex Farmoplant, rimasta nel Sin come anche l’ex Rumianca, l’ex Ferroleghe e l’ex Bario: 116 ettari, ad oggi bonificati solo per l’8% dei terreni e il 2% della falda.

A che punto è l'iter di bonifica dell’ex Farmoplant?
«L’area è di competenza del ministero dell’Ambiente, in quanto area Sin riperimetrata nel 2013 con decreto ministeriale del 29 ottobre 2013. A seguito dell’incidente del 1988, pur in assenza di una normativa che disciplinasse gli interventi di bonifica, grazie a legislazione regionale volta a disciplinare gli interventi di questo tipo, furono avviati i lavori di caratterizzazione dell'area, che si conclusero con il decreto di avvenuta bonifica rilasciato nell'anno 1995 (decreto della Giunta regionale n. 3785 del 22.09.1995). Il decreto certificava l’avvenuta bonifica del sito limitatamente alla destinazione d’uso industriale con alcune prescrizioni quali il mantenimento in esercizio della barriera idraulica che emunge, tramite pozzi e piezometri, le acque di falda e la verifica, sotto il controllo dei servizi Usl (ora Arpat), di alcune aree per le quali nel caso di scavi doveva essere valutata la presenza di arsenico e piombo e, se necessario, sottoposta a bonifica. L’area, da allora, è stata lottizzata e venduta a singoli proprietari -circa 30 soggetti- che hanno intrapreso nelle superfici di loro competenza attività lavorative diverse per tipologia e addetti, cosicché, nell'ambito di controlli ambientali compiuti nel corso degli ultimi anni, sono stati riattivati numerosi procedimenti per il risanamento di alcune zone del suolo e sottosuolo».

È vero che, ad oggi, per una parte dell’area ex Farmoplant (lotto 3) non risulta che sia mai stato approvato un piano di caratterizzazione vero e proprio?
«Il percorso della bonifica dell’area ex Farmoplant, molto articolato, è iniziato con i lavori di caratterizzazione dell'area, che si sono conclusi come detto con il decreto di avvenuta bonifica rilasciato nel 1995, prima che fosse emanata la prima normativa nazionale organica in materia di bonifica di siti contaminati, il decreto ministeriale 471/1999. I procedimenti che si sono poi successivamente originati a seguito dell’istituzione del Sin di Massa-Carrara, sono stati poi condotti dal ministero dell’Ambiente ciascuno secondo le sue peculiarità e sulla base delle valutazioni da loro fatte nell’ambito dei singoli procedimenti di volta in volta attivati».