Gli hackerano il conto e fanno un bonifico ma la banca non restituisce la cifra

Mauro Bartolini e la referente Valentina Sparavelli di Adoc

Qualcuno è entrato nel suo account e ha versato 600 euro in Russia. L'associazione dei consumatori Adoc: se l’istituto non ridà il denaro, lo porteremo dall’arbitro finanziario

MASSA. Qualcuno ha fatto un bonifico al posto suo, accedendo al suo account. Bonifico alla volta della Russia, per 600 euro. E adesso lui non riesce a riavere quei soldi dalla banca. E ha chiesto aiuto ad Adoc. Non bastano il nome utente, la password e neppure l’impronta digitale: la truffa degli hacker - allerta Adoc - è una minaccia sempre dietro l’angolo quando si tratta di operazioni bancarie online: «Un caso davvero particolare ha coinvolto un cittadino apuano nei giorni scorsi - segnala Adoc Alta Toscana tramite il presidente Mauro Bartolini e la referente Valentina Sparavelli - Si tratta di una truffa di livello più alto rispetto ai classici esempi di raggiro o phishing. Il nostro iscritto, infatti, aveva eseguito l’accesso al suo conto online tramite l’applicazione messa a disposizione dall’istituto di credito sullo smartphone.

Il metodo di accesso previsto era quello dell’impronta digitale, ma al momento del collegamento l’app aveva dato una risposta negativa: l’opzione sarebbe stata infatti al momento disattivata. Quindi aveva chiesto all’utente di reimmettere le credenziali di accesso, utente e password. Cosa che ha fatto e, una volta entrato, ha semplicemente controllato il saldo, per verificare che gli fosse stato accreditato lo stipendio e tutto sembrava a posto».

Ma dopo due ore ha ricevuto una telefonata dalla sede centrale di Intesa Sanpaolo per lui del tutto inaspettata: «Praticamente gli chiedevano se confermasse l’invio di un secondo bonifico di 600 euro verso la Russia - proseguono Mauro Bartolini e Valentina Sparavelli - Ovviamente ha negato l’operazione, smentendo anche la precedente sempre di 600 euro e sempre verso la Russia. Il nostro iscritto ha chiesto tutte le spiegazioni del caso, ha specificato di essere entrato nell’app, ma soltanto per controllare il saldo e di non aver eseguito alcuna operazione.

A quel punto gli operatori di Intesa Sanpaolo hanno compreso che si trattava di un caso di truffa, di un account hackerato e hanno spiegato al cliente che avrebbe dovuto chiedere la restituzione della cifra tramite formale reclamo. Cosa che abbiamo fatto ottenendo l’accredito della banca di 600 euro». Tutto a posto, quindi. Ma per poco perché la vicenda non è finita qui: «Dopo due mesi la banca si è infatti ripresa la somma sostenendo che il nostro iscritto avesse fatto un accesso tramite canali non sicuri.

Ma si trattava - proseguono i referenti di Adoc - dell’app gestita direttamente dal sistema di Intesa Sanpaolo. Tant’è vero che dopo il caso del nostro iscritto il sistema di accesso è diventato molto più restrittivo e prevede anche delle domande segrete». Per questo Adoc ha deciso di impugnare la decisione dell’istituto di credito: «Abbiamo impugnato - concludono infatti i referenti Adoc Alta Toscana - la decisione della banca e chiesto la restituzione dei 600 euro. Se la richiesta non verrà accolta andremo dall’Arbitro bancario finanziario».