Economia, Massa-Carrara si scopre più povera. E il Covid fa paura

Per il 2020 a rischio un terzo del fatturato e un quarto dei posti di lavoro. L’allarme lanciato dai ricercatori dell’Isr nell'annuale Rapporto

MASSA. La Cina non è (più) vicina. Non nel 2020 almeno. Dei tanti modi per spiegare gli effetti della crisi del Covid-19, ci pare che il crollo impressionante dell’export di marmo (in particolare materiale grezzo) verso il colosso asiatico sia un interessante, seppur parziale, indicatore di quello che il virus sta generando nell’economia apuana. «Effetti reali: mancanza di export significa mancanza di ricchezza per questo territorio», dice Marcello Marcesini, dell’Istituto studi e ricerche (Isr). Per il grezzo si tratta di un calo che vale 16 milioni di euro. Alla voce blocchi meno 22 milioni.

Nel presentare il consueto appuntamento con il Rapporto Economia 2019, l’Isr ha voluto, proditoriamente, aggiungere un focus sugli effetti del virus sull’economia locale. E non c’è da sorridere.


«Secondo le nostre stime - si legge nel rapporto - l'economia locale dovrebbe aver registrato una perdita di fatturato nel periodo marzo-giugno dell'anno in corso del -48% ed effetti sull'occupazione pesanti che si dovrebbero essere tradotti in un 46% della forza lavoro che è stata licenziata o posta in Cassa integrazione guadagni. Un vero e proprio shock, come abbiamo potuto riscontrare, che ha impattato su tutti i settori della nostra economia, con flessioni pesantissime sul comparto del Turismo (-67% di fatturato e -58% su occupazione), sull'Agroalimentare (fatturato -59%, occupazione -39%) e sul Commercio al dettaglio (fatturato -58%, occupazione -33%)».

A risentirne meno, da quel che sembra da questa iniziale ricognizione, è il settore metalmeccanico, che pur in calo si difende meglio. Preoccupa invece il lapideo, che tra mazzo e giugno vede cali del fatturato e dell’occupazione importanti (-45% e -49%).

A livello generale le stime Isr prevedono un calo del fatturato di un terzo rispetto al 2019 e con effetti su un quarto degli occupati. Grave, molto grave la crisi del turismo.

Per quanto riguarda l’anno passato invece si registra un dato sulla ricchezza del territorio inferiore rispetto al precedente. Il valore aggiunto locale ha raggiunto i 4.344 milioni di euro, un valore in calo del -0,9% rispetto all'anno precedente., pur restando il secondo risultato più significativo del decennio 2009-19. Una perdita consistente dei Servizi, meno 28 milioni di euro in un solo anno. In crescita invece di 13 milioni le costruzioni , unico dato positivo,

«La decrescita delle imprese si nota a vista d’occhio. In termini assoluti ne risentono di più le costruzioni e i piccoli lavori edili, come gli imbianchini. A livello comunale i dati più negativi sono Massa e Montignoso per la costa, Filattiera, Podenzana e Zeri in Lunigiana», spiega Daniele Mocchi, ricercatore Isr.

Il presidente della Camera di Commercio Dino Sodini prende un momento per ricordare Giorgio De Filippi. «Ad agosto ricorre un anno dalla sua morte. Voglio rivolgere il pensiero a lui, uno dei fautori insieme a Giulio Conti, del Rapporto economia». «Siamo particolarmente preoccupati perché questi dati già drammatici possono ancora peggiorare. C’è il blocco dei licenziamenti, ma poi? La ripresa economica è lenta, gli elementi ci fanno pensare che sarà un autunno difficile. Penso al turismo: i lavoratori e le lavoratrici hanno lavorato poco e non avranno ammortizzatori sociali.