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Processo a don Euro, parlano gli escort: "Per lui contavano solo soldi, sesso e cocaina in quantità industriale"

Si presentava come giudice e viaggiava con 8mila euro nel borsello, in Mercedes e con l'autista. I suoi giovani amanti lo demoliscono: "Era una persona disgustosa"

MASSA. Droga. Cocaina purissima. Tanta, in quantità industriale. Soldi, parecchi soldi, quelli che non passavano dai registri contabili delle "sue" parrocchie e finivano, come bonifici, nei conti correnti degli escort. E sesso, prestazioni in camere di albergo extra lusso che venivano pagate da 200 euro in su.
Sono stati questi i temi al centro dell'udienza di ieri nel processo a Luca Morini, l’ex parroco originario di Vecchiano, con anni di sacerdozio a Massa Carrara, sotto accusa per estorsione, autoriciclaggio, detenzione, cessione di droga e sostituzione di persona.

Sul banco dei testimoni sono sfilati alcuni dei “ragazzi” di don Euro, quelli a cui si presentò come un giudice o un cardiochirurgo di fama. Ne esce uno spaccato di squallore. La doppia vita di quello che, all’epoca dei fatti, era anche sacerdote a Massa Carrara. «Era una persona disgustosa. Usava cocaina in quantità industriale: a Barcellona ne acquistò talmente tanta che ne dovette gettare parte nel gabinetto. Aveva l'autista e si era presentato come un giudice. Quando il mio amico Francesco Mangiacapra mi disse che sospettava fosse un prete non ci ho creduto. Mi sembrava assurdo».

Queste le parole di grandi accusatori, quel Nino Belvedere che proprio insieme all’avvocato escort Francesco Mangiacapra è parte civile nel processo a carico di Luca Morini. Nino Belvedere è arrivato in tribunale col volto celato e la mascherina di ordinanza. Poi ha parlato a lungo, snocciolando una lunga storia che scrive una nuova pagina della dolce vita dell'allora parroco.

«Si presentò come un giudice importante che conosceva gli Agnelli, Renzi e le più importanti famiglie toscane - ha ricordato Belvedere- abbiamo avuto rapporti sessuali e lui li ha regalato soldi, parecchi soldi per aiutarmi negli studi. La nostra storia si interruppe dopo una vacanza a Barcellona dove consumò moltissima cocaina. Io non ne volevo sapere».

Quello della droga è un argomento ricorrente nella deposizione di Nino Belvedre. Dall'incontro in chat alle cene a Napoli e le notti all'Excelsior. «Ma se avessi saputo che era un prete non sarei mai uscito con lui».
Il disprezzo nei confronti di Morini è lo stesso raccontato da un altro testimone Thomas Gnes. «Allora purtroppo facevo l'escort. Morini mi chiamò al telefono venne una prima volta a casa mia a Padova con la Mercedes e l'autista. Era un uomo schifoso. Da lui ebbi soldi e regali costosi:occhiali di Louis Vuitton e un giubbotto di Armani, girava con 8mila euro in contanti nel borsello. Nell'ambiente escort gay era famoso:era un giudice facoltoso e pagatore. Ma io dissi basta. Era schifoso». —