Quaranta posti letto al Monoblocco: è la rivincita dei vecchi ospedali

A Carrara medico anche la notte. E a Massa il San Giacomo, dismesso, ospita anche le Usca per assistere i positivi

MASSA CARRARA. Si prendono la rivincita e dimostrano che, vecchi o non vecchi, sono ancora in grado di giocarsi la partita. Sì perché l’emergenza sanitaria ha confermato che gli ospedali dismessi un’utilità ce l’hanno ancora.Il gigante che ospitava il “Santi Giacomo e Cristoforo” a Massa, già nel piano di alienazione Asl e pronto per essere in parte abbattuto, è oggi l’edificio di riferimento per eventuali altri picchi epidemici con tanto di posti letto di intensiva e di cure intermedie. E anche il Monoblocco carrarese segna un punto importante perché vede riaccendersi le luci, anche di notte. Vero, l’edificio di qualche intervento - e pure di più - ha bisogno e da anni ormai attende di ospitare la risonanza magnetica, ma da sabato vede l’ intero quinto piano animarsi: ospita le cure intermedie. Posti letto destinati a pazienti no Covid che non hanno condizioni tali da richiedere un ricovero ospedaliero, ma che necessitano comunque di assistenza sanitaria. Persone in fase di riabilitazione dopo un intervento al cuore o dopo un ictus, ma anche pazienti con patologie croniche.

Il monoblocco
A spiegare l’organizzazione e le finalità del nuovo quinto piano del Monoblocco è la dottoressa Monica Guglielmi, direttrice della zona apuana. Se i posti letto in questa fase sono 14, il progetto è di estenderli fino a 40 per occupare l’intero piano:«Si tratta - spiega Monica Guglielmi - di una lungo degenza con una assistenza medico e infermieristica 24 ore su 24. Questo significa che al Monoblocco le luci tornano ad accendersi anche la notte. I posti letto sono destinati alla nostra zona, ma io credo che saremo in grado di offrire risposte e aiuto anche alle zone vicine, alla Versilia in particolare. Si tratta di posti letto gestiti al 100% dall’Asl e questo consente un rapporto immediato sia con l’ospedale sia con il territorio. Penso ai pazienti cronici della Medicina, a quelli segnalati dai servizi territoriali, agli anziani che arrivano in pronto soccorso e che non hanno situazioni tali da richiedere il ricovero, ma magari con problemi cronici. Senza dimenticare - aggiunge - la possibilità di accogliere pazienti in stato vegetativo. Le cure intermedie sono una risposta importante, anche alle necessità del Day hospital oncologico che potrebbe aver bisogno di letti».

Quattordici posti, dunque, in fase iniziale (per ora non ci sono ancora pazienti), ma quaranta a regime, entro la fine dell’anno. Una degenza affidata al dottor Claudio Rasetto che ne è il responsabile clinico e alla dottoressa Anna Fornari che è dirigente infermieristica. Un reparto che conta sulla presenza del medico h24, su quella di un cardiologo e di un rianimatore e in cui sarà al lavoro anche un fisioterapista per la riabilitazione dei pazienti. Al quinto piano del Monoblocco lavoreranno, in questa fase, 9 medici, 10 infermieri e 7 operatori socio sanitari (parte del personale è di nuova assunzione). Una risposta importante alle necessità del territorio. Risposta a cui il Covid, nella sua drammaticità, ha dato una bella accelerata.

I distretti
Novità non solo sul fronte delle cure intermedie, ma anche sui distretti. Da giovedì - spiega Monica Guglielmi - riaprirà il distretto di Villette: è previsto infatti il trasferimento delle Usca (unità speciali di continuità assistenziale per il Covid) da quella sede al quarto piano del vecchio ospedale massese dove già si concentrano letti di intensiva e di cure intermedie per eventuali pazienti Covid ell’Aslona. Il distretto di Villette - questa è una novità - rimarrà aperto anche il sabato. Monica Guglielmi annuncia inoltre l’acquisto di gazebo per i distretti le cui caratteristiche strutturali ne consentano l’installazione (Carrara, Marina di Carrara, Villette, Avenza). Quei gazebo consentiranno ai pazienti di attendere i controlli del check point senza rimanere al sole.