Il Grig promuove Rossi su emissioni e rumori e lo boccia sul Carrione

carrara

Il Gruppo d'Intervento Giuridico apuano Grig critica le osservazioni del presidente della Toscana Enrico Rossi, inviate al collega ligure Giovanni Toti, in merito alla pianificazione del porto di Marina di Carrara. Non una bocciatura totale va detto: il Grig ha apprezzato che Rossi si sia fatto carico di quanto già denunciato dai cittadini in merito ai rischi di inquinamento atmosferico e acustico legato all’attività portuale «inevitabilmente destinato ad accrescersi – si legge nella lettera aperta - soprattutto per l’incremento di CO2 e del rumore, in seguito all’ampliamento del porto e all’espansione delle attività. Abbiamo apprezzato la sua preoccupazione per il rischio di erosione della costa Apuo-Versiliese, per evitare il quale raccomanda, “soprattutto in previsione dell’allungamento della diga foranea di sopraflutto, che, nella fase di elaborazione del Piano portuale siano redatte le analisi specialistiche (noi aggiungiamo: preferibilmente ad opera di tecnici “indipendenti”), volte ad accertare gli eventuali effetti negativi”».


La denuncia forte del Grig arriva però quando si parla di rischi idrogeologici per Marina: «Rileviamo che il presidente Rossi non richiede (evidentemente, non la ritiene una criticità) analisi specialistiche volte a verificare i possibili effetti negativi del nuovo molo a partire dal piazzale Città di Massa e delle opere sulla foce del Carrione. Ad oggi non è stata detta una parola definitiva, scientificamente fondata, sulla responsabilità o co-responsabilità negli eventi alluvionali patiti da Marina di Carrara (di cui alcuni esperti sono certi) delle opere portuali eseguite negli ultimi anni; per questo, riteniamo ancora più irresponsabile non valutare il potenziale rischio idrogeologico di nuove costruzioni il cui impatto negativo andrebbe a sommarsi a quello esistente».

I Grig critican anche la visione volta al potenziamento dei traffici crocieristici e chiudono la lettera con una riflessione: «Non ci è più concesso insistere su progetti di sviluppo senza limiti: la natura ci grida di impegnare le nostre forze per evitare “tragedie annunciate”. La Costituzione sancisce che la vita e la salute sono valori primari, validi per tutti, che non possono continuare ad essere sacrificati sull’altare del produttivismo incontrollato. L’unica implementazione che ci è concessa, anzi, doverosa, è quella della gestione ambientale». —

Luca Santoni