PONTI, COSÌ NON VA E LA PAGANO I CITTADINI

L'incontro pubblico sul ponte di Avenza di martedì 2

Massa-Carrara, il commento del sabato, da Avenza ad Albiano a Pontremoli tanti problemi

No, non è un bel periodo per i ponti in provincia. Lunedì saranno due mesi dal crollo di quello di Albiano e, come ha spiegato ieri in un accorato appello il sindaco di Aulla Roberto Valettini, fatti concreti non ce ne sono; dalla Regione arriva un contributo di 150mila euro, certo, ma sulla viabilità e la ricostruzione, la situazione è pessima. Pochi passi avanti anche a Pontremoli, per lo Zambeccari, mentre le vicende del nuovo ponte di Avenza, sul Carrione, sono paradossali e purtroppo, come sempre, a rimetterci sono le persone e i commercianti della zona. I problemi sono almeno due: primo, com’è possibile che una struttura rifatta e inagurata in pompa magna a dicembre del 2005, debba essere rifatta. Un tempo, i ponti erano costruiti per durare millenni; ora, o crollano come ad Albiano (o Genova, peggio), o dopo appena 15 anni, siamo già a rimetterci mano. Il tema non è nuovo: finché non ci si deciderà a regimare come si deve il Carrione (e il Frigido, che in parte ha caratteristiche diverse), e a controllare davvero l’apporto di detriti, saremo costretti sempre ad alzare i ponti periodicamente, e fra un po’ il letto del torrente sarà all’altezza della strada. Lo spreco del denaro purtroppo è ingente. Una cosa è certa però: quando si parla di sicurezza, bisogna fidarsi degli esperti, anche obtorto collo, viste le alluvioni che soprattutto a Carrara hanno continuato a ripetersi dal 2003, perché prima della disastrosa esondazione del 2014, almeno altri due eventi con gravi danni c’erano già stati. E quindi, se gli esperti dicono che il ponte di Avenza deve essere rifatto, in qualche modo bisogna accettarlo.

Ciò che assolutamente non è accettabile è la mancanza di comunicazione, a tutti i livelli, nei confronti dei cittadini. Per carità, è vero che c’è stata ed è tuttora in corso l’emergenza coronavirus, ma insomma, tra amministrazione comunale e regionale, qualcuno si doveva pur prendere la briga di dire per tempo, non a ridosso dell’avvio dei cantieri, quello che stava per accadere. Non sarebbe cambianto niente? Forse. Ma chi, e stiamo parlando della giunta grillina, aveva fatto della partecipazione la sua bandiera, ha di nuovo sbagliato tempi e modi. Non basta dire che è la Regione la committente: siamo in comune di Carrara. Si ripete lo schema monoblocco, lo schema campo dei Pini, lo schema del maxi polo scolastico (quest’ultimo poi azzerato, per fortuna). O si tratta senza dire niente, come con il monoblocco, o si fa senza coinvolgere nessuno. Per le bonifiche e il Poc sono stati organizzati incontri pubblici, per il ponte di Avenza, una infrastruttura impattante, niente: qualche faccia a faccia (e anche le organizzazioni di categoria avrebbero dovuto comunicare di più e meglio), e stop; e senza neppure andare all’evento di Casa Pellini. Il sindaco riceverà una delegazione martedì, a 7 giorni dall’avvio dei lavori. Don Marino, parroco di Avenza, ha invocato la secessione. Una provocazione, certo: ma i cittadini di Avenza, come quelli di Albiano, e Pontremoli, meritano più attenzione e soprattutto di non subire disagi per fatti di cui non hanno alcuna responsabilità.