Le Polifemmes in mostra Roberto Fico taglia il nastro

Il presidente della Camera ha inaugurato “a distanza” la collettiva d’arte realizzata dalle ragazze dell’istituto penale minorile di Pontremoli

pontremoli

È stato il presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico a tagliare, virtualmente, il nastro rosso inaugurale della mostra "Polifemmes – arte e detenzione" l’evento espositivo che propone le opere realizzate dalle ragazze dell'istituto penale per minorenni di Pontremoli. L’iniziativa, che si inserisce nel progetto di laboratori artistici e di scrittura creativa dell'associazione culturale La Poltrona Rossa, prevede ogni anno un appuntamento finale con le artiste e le loro opere ma, quest’anno, a causa dell'emergenza che ha costretto tutta Italia a una condizione di distanziamento sociale, si è svolto online. Dal 25 maggio fino al 1 giugno, l'evento organizzato è fruibile sui canali social Facebook e Instagram e prevede la pubblicazione di 30 opere e testi scritti e realizzati dalle ragazze.


Tra i post, inoltre, saranno pubblicati dei videomessaggi realizzati dalla società civile che sono stati portati e resi visibili alle stesse ragazze ristrette. Oltre a questi, anche Roberto Fico, ospite d’onore di questa edizione della mostra, ha voluto inviare un videomessaggio di incoraggiamento «Vi ringrazio per aver organizzato questa mostra d’arte così originale – ha detto – ma soprattutto vi ringrazio perchè in un momento così difficile, dove tutti insieme stiamo vivendo un'emergenza così grave, voi avete trovato la forza di organizzare una mostra d’arte così fatta. Penso che lo Stato debba investire tutto sui giovani, anche su coloro che si trovano negli Istituti Penali per Minorenni, perchè è lì la nostra forza ed è lì che la società può crescere e creare un mondo migliore. La nostra Costituzione dice chiaramente che la pena non può essere una mera punizione ma dev’essere un percorso rieducativo dove la pena viene lasciata alle spalle e si entra in un nuovo mondo e un nuovo percorso.

Quindi, io vi auguro di avere la forza di riuscire a realizzare il vostro percorso e soprattutto di riuscire a realizzare i vostri sogni. Spero di vedervi il prima possibile e di venire a vedere di presenza i vostri quadri non appena sarà passata questa terribile emergenza e trascorrere una giornata insieme».

Tanti gli altri messaggi di auguri e di incoraggiamento per le ragazze dell’Istituto. Fra questi anche quello del sindaco di Pontremoli, Lucia Baracchini, del pastore valdese Massimo Marottoli, presente tra le province di La Spezia e Massa Carrara, e poi associazioni, insegnanti, operatori e persone vicine a questa realtà.

Ma chi sono le Polifemmes? «Sono le figlie di Polifemo, le ciclopi, mostri, titani divini con un occhio solo che vivono sotto terra – spiega Ivana Parisi, presidente dell’associazione culturale La Poltrona Rossa –. Conoscono l’arte e l’artigianato e fabbricano i fulmini al dio Zeus. Le Polifemmes sono invisibili perchè vivono nelle grotte e dentro i vulcani. La loro è una vita crudele, senza regole, e sono oppresse. Abbiamo deciso di dare a queste ragazze la possibilità di non essere invisibili – ha sottolineato Parisi – soprattutto in un momento di emergenza come questo. Abbiamo voluto dare voce alla loro voglia di riprendersi la vita e di riemergere nella società. L'arte e la creatività sono un mezzo per avere un contatto con il mondo esterno. Tutto questo è stato possibile grazie alla disponibilità di tutto il personale dell'istituto di Pontremoli e all’accoglienza e all'entusiasmo mostrato da Giuseppe Sergio Cinà, direttore dell’istituto ». —