Coronavirus, l’addio a Luciano Federici, ex azzurro

LKuciano Federici, ultimo in basso a sinistra, con la fascia da capitano nella Carrarese 71-72

Carrara, giocò anche in B a Cosenza e in A con il Pisa, a fine carriera lavorò con l’ex presidente Gianfranco Cecchinelli

Carrara
È una gloria del calcio carrarese, una delle vittime del Coronavirus. Luciano Federici, 82 anni, era stato infatti in due distinti momenti in maglia azzurra: da giovanissimo, non ancora diciottenne, debuttò in prima squadra azzurra in quarta serie, nel 55-56, con sette presenze e quattro reti; il suo ruolo nella maturità calcistica era mediano, ma a inizio carriera giocò anche da mezzala; il primo anno la Carrarese arrivò quarta, nel 56-57 seconda, a un solo punto dall’Anconitana e davanti allo Spezia; nel 57-58, in prima serie, solo quartultimo posto (la squadra si era indebolita e l’attaccante Parma ebbe un grave infortunio). Alla fine della stagione, Federici passò al Cosenza, in serie C, dove è rimasto per due stagioni, conquistando la promozione dalla C alla B, e poi al Pisa, dove in sei annate arrivò anche alla serie A. All’epoca le carriere erano meno longeve di oggi, e a 31 anni, Federici tornò alla casa madre, alla Carrarese: nel 69-70, serie D, 16 partite da mediano, con la Carrarese seconda dietro al Montevarchi (suo compagno di squadra, anche Corrado Orrico); nel 70-71, ancora serie D, trentatrè presenze, quarta posizione per la squadra; e infine, 71-72, sempre serie D, 26 presenze, quintultimo posto. Il suo ultimo allenatore in azzurro fu Erberto Galeotti (insieme ad Amerigo Salati). Chiuse la carriera in azzurro da capitano, l’ultima partita fu contro il Pontedera, 1-0. Questa la formazione: Cabella, Alberti, Venturelli, Federici, Bertolini, Vegni, Baldoni, Lombardi, Palermo (Petrolo), Pomelli, Brugnera.
A ricordarlo è proprio Erberto Galeotti: «Una bravissima persona e un ottimo giocatore; quando l’ho allenato era a fine carriera, con me giocava sempre. Eccezionale. Sono davvero addolorato».

Sposato, due figlie, era anche imparentato con l’ex presidente azzurro Gianfranco Cecchinelli: «È una grave perdita, è stato tanti anni a lavorare con me, dopo aver smesso di giocare, era un impiegato di fiducia, dopo essere stato un calciatore importante, anche in serie A; l’ho visto giocare molte volte».
Anche Gualtiero Magnani, memoria storica della Carrarese, autore di libri anche sugli azzurri, ne ha un ricordo nitido: «Sì, inizialmente era un po’ più attaccante, aveva forza e tecnica, ricordo quando mi raccontava dei viaggi interminabili con il Cosenza in serie B per andare a giocare al Nord, all’epoca non prendevano l’aereo. Spesso sono andato a vederlo giocare a Pisa, a volte si tornava indietro insieme in auto. Una grande persona». —

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