Precipita con il piper: bravata o folle gioco, indaga la polizia francese

Yuri Martelli

Massa: Yuri Martelli non andava a scuola ormai da venti giorni. Il dolore dei professori del Meucci: difficile tornare in classe

MASSA. A scuola, nella classe quarta dell’istituto Meucci di Massa, i compagni e i professori Yuri Martelli non lo vedevano ormai da una ventina di giorni. Qualcuno pensava si fosse ritirato e che avesse deciso di non frequentare più la scuola. Nessuno poteva immaginare che quel ragazzo di vent’anni di origini brasiliane, timido e introverso, avesse preso ormai da giorni la via della Francia.

E che la notte fra martedì 25 e mercoledì 26 avesse volato per più di tre ore, solo, pilotando un Piper Pa-44. Finendo per morire sul colpo, prima dell’alba dello scorso mercoledì, schiantandosi in un campo nella zona di Perpignan, la città catalana della costa francese.


Una tragedia con molti punti oscuri. Una bravata. Un tragico gioco. Una via di fuga. Tante le ipotesi in campo. Ne sapranno di più, nei prossimi gironi, i genitori di Yuri che sono stati convocati dal servizio di cooperazione della polizia di Ventimiglia che si sta occupando delle indagini in collaborazione con la polizia francese. Ad oggi resta, come cosa certa, la prima ricostruzione dei fatti: l’allontanamento volontario da casa (la famiglia del ventenne vive da una decina di anni a Marina di Massa) di un giovane che già da venti giorni aveva smesso di andare a scuola. Una settimana fa la decisione di lasciare la provincia apuana.

Per la polizia di Massa-Carrara non c’è nulla di strano e, in Italia, non gli viene contestato alcun reato. È un ragazzo più che maggiorenne che se ne è andato di casa e del quale non è stata denunciata la scomparsa.

Le tracce di Yuri Martelli ricompaiono a Perpignan martedì scorso. È qui che, dalle prime ricostruzioni, il giovane poco prima delle 23 entra all’AéroPyrénées, un centro di formazione aeronautica vicino all’aeroporto della città francese. Sale sul Piper Pa-44, non c’è sorveglianza. Lui non è un pilota non ha mai conseguito il brevetto eppure decolla, nonostante il vento tesissimo di quella notte. Vola per quattro ore anche se, chi lo vede da terra, si accorge di qualcosa di strano, perché quell’aereo è molto vicino alle case, ha una traiettoria incerta, anche solo a guardare da terra si capisce che il pilota è in difficoltà.

Il volo di Yuri Martelli, il giovane che sulle cronache locali era finito due anni fa quando, insieme ai compagni di scuola, allora maggiorenni, aveva ricevuto in dono dal Comune la Costituzione italiana, finisce con uno schianto, in un campo non troppo lontano dalla zona del decollo. Una picchiata a terra. Niente fiamme, segno che forse in quel momento non ci fosse più carburante.

Il ventenne non aveva con sè i documenti, l’identificazione avviene solo dopo un paio di giorni. Qui entra in gioco poi il servizio di cooperazione di Ventimiglia della polizia e cominciano le indagini sinergiche con la polizia francese. Quella di Massa non viene coinvolta: non c’era alcuna denuncia per la scomparsa di Yuri. Il furto, se così sarà accertato del piccolo aereo, è avvenuto oltralpe.

E gli inquirenti francesi avranno anche il difficile compito di capire le origini di quel volo solitario di un ragazzo che non era un pilota e che andava ancora a scuola, al Meucci di Massa.

«Adesso sarà difficile entrare in classe, sarà difficile parlare di questo ai ragazzi»: gli insegnanti dell’istituto cittadino non se la sentono di aggiungere altro. Loro lo hanno saputo sabato quello che era successo. La lunga assenza di Yuri non era passata inosservata. Ma si pensava a un addio alla scuola. Nessuno poteva immaginare quello che era accaduto a migliaia di chilometri di distanza dal Meucci e da Massa.