I Grig scrivono al Comune «Annullate il piano di classificazione acustica»

massa. L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato ieri al Comune di Massa un’istanza per l’annullamento in via di autotutela della variante al piano di classificazione acustica adottata con deliberazione Consiglio comunale numero 139 del 24 luglio 2019.

Infatti, il territorio comunale di Massa, che rientra in parte nel Parco naturale regionale delle Alpi Apuane, è interessato da numerose aree appartenenti alla Rete Natura 2000 ai sensi della direttiva sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali e della direttiva sulla tutela dell’avifauna selvatica.


I Grig segnalano con precisione i siti tutelati dalla salvaguardia: il sito di importanza comunitaria-zona speciale di conservazione “Monte Sagro” ; il sito di importanza comunitaria-zona speciale di conservazione “Monte Castagnolo” ; il sito di importanza comunitaria-zona speciale di conservazione “Valli glaciali di Orto di Donna e Solco d’Equi”; il sito di importanza comunitaria-zona speciale di conservazione “Valle del Serra – Monte Altissimo” ; il sito di importanza comunitaria-zona speciale di conservazione “Monte Tambura – Monte Sella” e infine la zona di protezione speciale “Prateria primarie e secondarie delle Apuane”.

«I piani, programmi, progetti che interessano le aree naturali rientranti nella Rete Natura 2000 devono essere preventivamente assoggettati alla vincolante procedura di valutazione di incidenza ambientale , cosa non avvenuta nel caso di specie, come confermato dall’Ente Parco naturale regionali delle Alpi Apuane, titolare della competenza, il quale ha formalmente comunicato “che al Parco non risulta pervenuta alcuna richiesta di valutazione di incidenza per una variante al piano di classificazione acustica da parte del Comune di Massa”», scrivono i Grig.

E concludono: «La variante al piano di classificazione acustica di Massa in assenza di procedura di valutazione di incidenza ambientale è irrimediabilmente illegittima e il suo annullamento in via di autotutela appare doveroso». —