Massa, in 2.000 all'iniziativa in difesa delle Apuane

In primo piano la tutela del Bivacco Aronte e il no all'apertura di nuove cave

Massa, in 2.000 all'iniziativa in difesa delle Apuane

Circa 2.000 persone in piazza sabato pomeriggio a Massa per dire "no" all'apertura di sette cave silenti, al momento non utilizzate, sulle Alpi Apuane come previsto all'interno del nuovo regolamento degli agri marmiferi, che il Comune di Massa sta approvando in questi giorni. La manifestazione è stata organizzata dal Cai di Massa e hanno partecipato tutte le sezioni provinciali della Toscana, con una rappresentanza anche del Cai regionale.

Sotto accusa, è stato spiegato, ci sono gli ultimi provvedimenti della giunta comunale di centrodestra in materia di ambiente e cave. "Un massimo di 18 cave silenti potrebbe presto ottenere l'autorizzazione a tornare produttive - spiega il presidente del Cai di Massa, Sauro Quadrelli - Il rifugio storico Aronte a 1.600 metri di altitudine, verrà inserito nella classe acustica numero 4, cioè area industriale, per permettere la riapertura delle cave; si favorirà la lavorazione di cave sotterranee piuttosto che a cielo aperto favorendo la distruzione delle vie d'acqua".

Alla manifestazione hanno partecipato anche Italia Nostra e altre associazioni ambientaliste, il gruppo locale Fridays For future. Un corteo ha sfilato nel centro gridando "Basta cave", "Salviamo le Apuane", "Fate la marmellata non la marmettola" ossia gli scarti della lavorazione del marmo dannosi per l'ambiente specie quando non sono smaltiti correttamente e finiscono nei fiumi.

Un'altra immagine del ritrovo al tribunale per la manifestazione

I partecipanti all'iniziativa