«Non solo no alle sardine, basta cortei in centro città»

Il presidente del consiglio comunale Stefano Benedetti

Il presidente del consiglio comunale Benedetti chiede di vietare l’area ai manifestanti La risposta del movimento: «Siamo giovani, lasciateci scendere in campo»

Massa. Arriva un no istituzionale alla manifestazione delle Sardine in centro prevista per il 14 dicembre. Anzi, quello del presidente del consiglio comunale Stefano Benedetti è un “no” in toto alle manifestazioni politiche in centro, che raccoglie e allarga la richiesta del presidente di Confcommercio Beppe Pieretti di non concedere una piazza centrale durante il periodo delle feste perché andrebbe a collidere con l’interesse economico dei negozianti .. Benedetti si rivolge direttamente al prefetto Paolo D’Attilio con una lettera. «Dopo l'intervento di Pieretti, è chiaro che i commercianti si oppongono allo svolgimento di manifestazioni nel cuore del centro storico, perché il caos, il rumore e la presenza delle forze dell’ordine, possono generare un clima di tensione e paura tale da tener lontana la gente normale e ciò in termini economici significa meno incassi. Dobbiamo considerare che il nostro centro si è ormai spopolato e i negozi vuoti ed abbandonati sono sempre di più ed eventuali manifestazioni politiche, soprattutto sotto le festività, non aiutano assolutamente a migliorare la condizione dei commercianti, anzi. Le autorità non possono disattendere un’ordinanza sindacale (del sindaco Pucci) che stabilisce che il sabato non si possono organizzare eventi o manifestazioni politiche nel centro città e sopra l’Aurelia. Per questo motivo non capisco come sia stato possibile calendarizzare l’iniziativa delle sardine».

Benedetti però si spinge oltre. «Invito il prefetto di al rispetto dell’ordinanza sindacale e quindi a vietare lo svolgimento di questa manifestazione in piazza dei Narcisi e su tutto il territorio ricadente sopra l’Aurelia, lato monti. Chiedo, inoltre,di emettere una ulteriore ordinanza con la quale vietare espressamente tutte le manifestazioni politiche in centro città».


Le Sardine invece rivendicano il loro diritto a manifestare, ribadendo i principi fondativi del movimento. «L’Arcipelago non ha un partito che lo sostiene: siamo mossi da ideali e valori che dovrebbero essere universali e condivisi, poiché sono alla base del sistema di società che abbiamo costruito e su cui ci siamo costruiti. Negare tali valori è come negare il nostro essere uomini. Siamo ragazzi, siamo giovani stufi dei temi e dei modi di far politica attuali. Adesso è il nostro momento: lasciateci scendere in campo, con i nostri mezzi e le nostre storie tutte diverse tra loro, senza accaparrarci idee o fini che non ci appartengono. Non trovate il veleno dove non c’è. Le nostre vittorie e le nostre sconfitte sono solo nostre e l’unico modo sensato in cui i partiti possono cavalcare tutto ciò è farsi un esame di coscienza serio e chiedersi fino a che livello di degrado vogliono spingersi. E per essere chiari: non troverete mai una sardina, nemmeno una, che promuova atti di violenza o discriminazione. Se ciò dovesse accadere è bene ricordare che essa non fa parte delle sardine, non porta avanti i nostri valori e tantomeno i nostri modi. Noi siamo altro, senza dubbio educati.». —