Choc dopo la tromba d'aria, la sfida di Valeria: «Voglio riaprire il mio ristorante fra 15 giorni»

Marina di Carrara: il racconto della chef del "Narciso" al Bagno Polda del padre: «Quando sono arrivata ho pensato: ho perso tutto, sono rovinata». Ora è al lavoro giorno e notte per ripartire

MARINA DI CARRARA. «Mio padre venerdì mattina mi ha chiamato urlando: vieni giù, qui non c’è più niente. Sono arrivata al Polda molto presto: non sono nemmeno riuscita a entrare con la macchina, nel parcheggio c’era un pezzo della struttura dell’hotel Atlantic, una tenda e un palo. Sono venuta a piedi: quando ho visto la situazione ho capito l’urlo di mio padre. Mi sono detta: “ho perso tutto, ora sono rovinata”».

Valeria Dell’Amico, 39 anni (40 li compierà a marzo) ci accoglie nella veranda del bagno Polda, nella zona ristorante.


L’acqua è stata spazzata via da dentro al locale, i deumidificatori sono in funzione. Le finestre anti vento hanno retto. Anche la cucina: è l’unica zona non devastata dalla furia della tromba d’aria che all’alba di venerdì si è portata via la zona parcheggio, la terrazza, le tegole sopra le cabine e buona parte degli arredi. «La struttura del parcheggio, con tutta l’illuminazione sembrava accartocciata, sembrava che qualcuno si fosse divertito a farlo con le mani, come si trattasse di un pezzo di carta».

I danni, da una prima stima superano i centomila euro.

Valeria si è già messa al lavoro, lo ha fatto subito, da venerdì. «Ho trovato grande collaborazione – spiega – ieri avevo qui il fabbro, le ditte sono state molto disponibili, sanno quanto sia importante per me rimettere in piedi il bagno e il mio “Narciso” il più presto possibile».



Il “Narciso” è il ristorante gourmet che Valeria ha aperto il 22 giugno scorso. Una decisione arrivata dopo cinque anni di gestione dello stabilimento del padre Roberto, il Polda.

«Sono arrivata qui dopo una lunga serie di esperienze – racconta – Io ho fatto il liceo classico, d’estate lavoravo nei ristoranti per essere autonoma. La cucina è stata una passione, mi ha letteralmente travolto. Così ho frequentato l’alberghiero a Spezia, poi corsi di alta cucina, con Breschi, con Mauro Ricciardi e ho frequentato il master ad Alma. Quando ho cominciato ad occuparmi della ristorazione del Polda lavoravo da maggio a ottobre, ma volevo fare di più volevo vincere la mia sfida».

E così nel 2018 Valeria comincia un percorso (fatto di permessi, finanziamenti e investimenti “ci ho messo 300mila euro”) che la porta ad aprire nel giugno scorso “Il Narciso”.

«Il nome è legato alla mia ricerca del bello, nel mio lavoro è fondamentale – spiega Valeria – Il mio compagno, che fa lo scultore, mi ha scolpito l’insegna, ha detto che mi rappresenta».

E l’insegna, con le lettere della parola “narciso” che rappresentano ognuna un volto, si è salvata dalla furia della tromba d’aria. Presto sarà rimessa al suo posto, in bella vista.

«Conto di riprendere l’attività fra quindici giorni – dice Valeria – Lo devo fare anche per i miei dipendenti: in estate do lavoro a otto persone, in inverno a due, ma il fine settimana spesso attivo dei contratti a chiamata».

Valeria ha lavorato anche domenica («è venuto il fabbro per rimettere in sesto le porte e le strutture in ferro del parcheggio») e non ha certo intenzione di fermarsi.

«Mi devo rialzare – dice – E ci si rialza perché in questo sogno io ci ho creduto e ci credo ancora. Mi devo rialzare perché ho tre figli, e una grande responsabilità».

Ecco allora che già nella mattinata di ieri il sentimento che si respirava in quel tratto di spiaggia in cui i segni della tromba d’aria sono ancora ben visibili, era di fattività, di attività febbrile.

«E pensare che proprio da venerdì scorso dovevo cominciare con le colazioni vista mare, e dovevo pure avviare la produzione di panettoni artigianali - continua Valeria - Adesso voglio solo poter riaprire, anche magari con il parcheggio non ancora a posto, anche non al cento per cento ma la cosa importante è tornare nella mia cucina, a creare. In questi giorni mi ha colpito la solidarietà, il bene che mi è arrivato dai clienti, dalla gente che mi ha fatto andare in tilt il telefono a furia di messaggi, anche solo per chiedere di poter venire ad aiutarmi a pulire tutto». —