Nuovo Psi, Lucio Barani eletto segretario nazionale

Aveva già ricoperto la carica a livello italiano fino al 2015, era senatore di Ala «Portiamo avanti l’eredità di Craxi per ricostruire l’area socialista e riformista»

Villafranca. L’ex senatore ed ex primo cittadino di Aulla e Villafranca in Lunigiana Lucio Barani è stato eletto segretario nazionale del Nuovo Psi, la formazione politica che ha come obiettivo quello di rifondare il Partito Socialista guidato da Bettino Craxi, che segnò la vita e il dibattito politico della Prima Repubblica. Per Barani si tratta della seconda volta a capo del Nuovo Psi, avendolo già guidato fino al 2015, in seguito al suo posto venne eletto un triumvirato alla guida della formazione politica. . Lucio Barani ha così commentato la nomina recente: «Nel 2015 mi dimisi dalla carica di Segretario nazionale, in quanto ero senatore e capogruppo di Ala, alla guida del partito fu scelto un triumvirato. Dopo la mia esperienza parlamentare tornai a fare il medico, oggi il congresso nazionale mi ha scelto nuovamente alla sua guida». La collocazione del Nuovo Psi per Lucio Barani è il centrodestra: «Non stiamo con un governo che è il più a sinistra della storia. – puntualizza – Portiamo avanti l’eredità di Craxi, un grande statista, che portò l’Italia ad essere la quarta potenza europea. Il nostro obiettivo è ricostruire l’area socialista e riformista, opera già compiuta da Salvini e Berlusconi».

Racconta poi un “backstage” della fase turbolenta che visse il Parlamento dal 2015 al 2018: «La scissione di D’Alema fu opera nostra, ci siamo sostituiti a Leu nel governo: i nostri voti in commissione ed in aula hanno consentito la creazione di riforme come il “Dopo di noi” e le unioni civili. La profezia di Craxi si è avverata: i comunisti non sono morti sotto il muro, ma abbattuti da noi di Ala». Se gli si chiede un giudizio sulla politica nostrana Lucio Barani non ha dubbi: «La politica non esiste più, esistono gli stipendifici. I rappresentati attuali non servono la politica, che io ritengo il più alto impegno per la società, ma guardano a loro stessi».


E in particolare si scaglia contro il Movimento 5 Stelle: «Sono l’esempio dell’improvvisazione: sono nati nel Vaffaday e da quell’insulto non si sono più spostati; inoltre sono guidati da un comico, un unicum in tutta Europa. Abbiamo avuto Ministri come Barbara Lezzi, una che cambiava le pile agli orologi, che si occupava del sud: ebbene le regioni meridionali sono agli ultimi posti nel panorama europeo per Pil. Come fa l’Italia a risollevarsi con questi soggetti: non dimentico neppure Danilo Toninelli e Di Maio che ha presieduto due Ministeri (Sviluppo Economico e Lavoro, nda) senza portare risultati, anzi, ha reso ingestibile la ripartenza dell’Ilva opponendosi allo scudo fiscale. Siamo alla fine dell’Impero Romano, siamo assediati da orde di barbari: la politica deve essere fatta da chi è competente e capace». —

Cristiano Borghini