«L’arte ha messo in croce don Euro, le persone truffate hanno avuto paura»

Francesco Mangiacapra a "Diritto e rovescio" su Rete 4

All’inaugurazione dell’opera del Fac il video del grande accusatore Mangiacapra: e ora serve una condanna esemplare

CARRARA. L'arte che mette «in croce», l'arte che stimola «cambiamenti sociali» e «nelle persone l'idea che parlare sia necessario». Parlare di una vicenda nota, dibattuta, come quella di Luca Morini, Don Euro, ex parroco di Massa, Avenza e Caniparola. Le parole sono quelle dell'avvocato ed escort gay partenopeo, Francesco Mangiacapra che sollevò di fatto il caso. E la sua voce e le sue parole hanno risuonato, attraverso il “video-statement”, in un filmato di 3 minuti all'incirca, proiettato in sottofondo con tanto di gioco di luci all'inaugurazione del nuovo “cruxial” in casa Fronte Acciaio Cromato (Fac).

Don Euro – Ascension


Nella serata di giovedì scorso, per Halloween, dal Fac – collettivo di artisti formato da Dominik Stahlberg e Stefanie Krome con Erika Gao – hanno inaugurato, direttamente dal loro studio di via Finelli, in centro a Carrara, il “cruxial” (le loro tipiche e apprezzate opere in gesso roseo con cui rappresentano talvolta anche personaggi famosi, in croce) su Don Euro svelato in parte via social già nelle settimane precedenti. E così, per l'occasione hanno proiettato un video arrivato proprio per loro da parte di Mangiacapra. «Uno statement verso il “dogma” cattolico», spiegano gli artisti che attraverso i canoni estetici dei loro “cruxials” provocano, ma soprattutto scavano e indagano. E infatti nel testo di spiegazione dell'opera scrivono: «Accomodati sulla croce Don Euro e goditi il panorama delle persone che finalmente hanno un nuovo volto da insultare per i festini, la corruzione, la prostituzione, lo spreco di denaro e possono tranquillamente tornare a scordarsi di tutti gli altri malfattori, alcuni dei quali mescolati tra la folla e pronti a tirarti pietre».

Il video

«La connessione tra arte e chiesa esiste da sempre. Oggi però è l'arte a mettere in croce la chiesa. O meglio, a mettere in croce Don Euro che certamente non rappresenta la chiesa nella sua totalità, nella sua interezza, ma rappresenta una parte marcia della chiesa. E oggi il gruppo Fac, grazie al contribuito di artisti bravissimi come Dominik, Stefanie ed Erika, tramite la provocazione, tramite sicuramente un'opera controversa come quella di Don Euro in croce, riesce a innescare nelle persone ancora una volta l'attenzione su una storia che ha colpito molte persone a Carrara e non solo, ma soprattutto riesce ancora una volta a far parlare». Parte così nel filmato per l'evento, Mangiacapra che poi va avanti: «Perché le persone colpite purtroppo non si sono costituite tutte parte civile perché ancora c'è un timore di mettersi contro la chiesa. Nonostante si tratti in questo caso di una chiesa ipocrita, pervasa da costumi malsani, almeno quella che Don Euro rappresentava e con lui anche tutte le persone che lo hanno coperto e hanno avvallato il suo operato. Oggi lui è sotto processo. Io e altre persone ci siamo costituiti parte civile affinché la verità venga fuori tramite una condanna esemplare. E affinché venga fuori una condanna esemplare è necessario che se ne parli, anche in maniera controversa, anche quando è l'arte, come in questo caso, a sollecitare dei cambiamenti sociali, a sollecitare nelle persone l'idea che parlare sia necessario, come ho fatto io, mettendoci la faccia. Non bisogna vergognarsi se si è caduti, molte persone sono cadute nelle truffe di una persona del genere», prosegue Mangiacapra che poi conclude con il plauso per il collettivo: «Io sono molto contento di poter dare il mio contribuito, seppur a distanza, a questo evento. Perché credo che l'arte, quando sollecita cambiamenti sociali, quando tramite la provocazione, tramite azioni, opere apparentemente controverse che riescono a sollecitare l'opinione delle persone e l'attenzione delle masse su argomenti così importanti, l'arte è un contribuito davvero molto utile». —
 

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