Carrara, il viticoltore di Terre Apuane riapre la storica Capinera

L’apertura con la cena del 31 ottobre

CARRARA. In una città annichilita dalla crisi del commercio, oltre ad attività che eroicamente resistono, c'è anche chi continua a credere nelle potenzialità di Carrara. E così, il 31 ottobre prossimo, con la cena di Halloween riaprirà lo storico ristorante osteria La Capinera, con la nuova gestione curata da Emanuele Crudeli, viticoltore titolare dell'azienda agricola Terre Apuane. Un carrarese che, come aveva raccontato al Tirreno nel settembre di 3 anni fa, ha fatto anche altri mestieri (settore alberghiero in giro per l’Europa, giocoleria) e ora, ecco la nuova scommessa. «In realtà - osserva - la mia grande scommessa è stata, nel 2011, in piena crisi mondiale, rilevare l'azienda agricola in cui lavoravo, cinque ettari a Bonascola, e riuscire a rilanciarla vendendo vino anche a New York, dove apprezzano il Vermentino nero e in purezza». Però insomma, facciamo notare, aprire adesso a Carrara, tra la concorrenza degli altri locali, e i molti bar che fanno pranzi... «La Capinera - replica Crudeli - esiste da tantissimi anni, i ristoranti nelle vicinanze ci sono sempre stati, noi facciamo pranzo e cena, puntiamo sui prodotti locali e su una cucina tipica, a cui aggiungiamo i nostri vini. Il cuoco sarà il vecchio proprietario, Renzo Grassi, il servizio in sala sarà curato da me e dalla mia compagna, Martina Biggi, apicoltrice. E Carrara - aggiunge convinto - è una magnifica città, dalle grandi potenzialità e con un turismo in crescita. Abbiamo avuto l'opportunità di rilevare la gestione del locale, ci crediamo, ci aspettiamo buone risposte». Come detto, è stato a cavallo tra il 2010 il 2011 che ha rilevato l'azienda vitivinicola dove lavorava come operaio, la società agricola Vertici e orizzonti, che era in liquidazione, e dato vita alla sua azienda: Terre Apuane, che adesso (ha anche un dettagliato sito internet) produce cinque tipi di vino ed esporta anche in America, a New York e a Boston. Insomma, tra tante realtà che chiudono, c'è chi crede ancora in Carrara. —M.B..