I bilancini della Meci per il progetto europeo sui reattori a fusione

L’azienda apuana fornisce le macchine per il sollevamento
E se arriveranno nuove richieste, scatteranno le assunzioni

MASSA. La tecnologia apuana per il reattore Iter. Una commessa da 350mila euro che arriva a Massa e un passo avanti importante per fare raddoppiare la forza lavoro (e i dipendenti) della ditta stessa. Ma andiamo nel dettaglio. Sono tre bilancini. Ma non immaginatevi una cosa piccola, un gingillo, visto che sono macchinari da sollevato in grado di alzare 450 tonnellate.
Sono stati realizzati dalla ditta Meci Srl (Marina Moruzzi è l’amministratrice, il fratello Michele responsabile commerciale) attiva dal 2001 lungo la via Aurelia a Massa, nella zona dietro al Mc Donald’s. E sono stati già spediti nel sud della Francia, per il progetto internazionale Iter che prevede la realizzazione di dieci centrali. “Iter” è, infatti, un progetto internazionale che si propone di realizzare un reattore a fusione nucleare di tipo sperimentale, in grado di produrre un plasma di fusione con più potenza rispetto alla potenza richiesta per riscaldare il plasma stesso. Il reattore è progettato per essere equivalente a un reattore di potenza zero. Nello specifico, Iter è un reattore deuterio-trizio in cui il confinamento del plasma è ottenuto in un campo magnetico all'interno di una macchina denominata Tokamak.

La costruzione è in corso a Cadarache, nel Sud della Francia, ad opera di un consorzio internazionale composto da Unione europea, Russia, Cina, Giappone, Stati Uniti d'America, India, Corea del Sud. E l’azienda apuana Meci srl si è aggiudicata la fornitura di tutto ciò che concerne il sollevamento e per il momento ha fornito 3 bilancini da 450 tonnellate ciascuno con relativa accessoristica. Visto che le centrali dovranno essere in tutto una decina, potrebbero arrivare in tempi stretti nuove richieste per l’azienda apuana. L’operazione “Iter” e la realizzazione dei bilancini è stata seguita dal responsabile commerciale Luca Agostini e ha portato una grande iniezione di lavoro alla azienda apuana che, ad oggi, conta cinque dipendenti. E se le commesse avranno un seguito - o meglio se arriveranno nuovo richieste fanno sapere dalla Meci - la forza lavoro potrebbe raddoppiare già dal prossimo anno e quindi creare almeno cinque posizioni occupazionali per un territorio che di lavoro ha sempre davvero molto bisogno.