Muore per un male a 26 anni. La sorella: era l’amore della nostra vita

Aurora Gatti

Aurora ha combattuto a lungo e, già malata, ha realizzato il sogno di laurearsi

MASSA. Quel male terribile, arrivato due anni fa, così violento da non piegarsi di fronte alle cure, da non indietreggiare di fronte al coraggio e alla voglia di vivere, ha strappato Aurora Gatti, 26 anni, alla mamma Paola, a papà Stefano, alla sorella Angelica. Al fidanzato. Agli amici. Alla vita che sognava e per cui, anche quando la malattia è entrata a gamba tesa nella sua esistenza, lei ha continuato a combattere.

Studentessa universitaria a Parma, Aurora voleva fare l’osteopata e quando la malattia ha deciso di renderle difficile il quotidiano, lei al suo sogno non ha mai voluto rinunciare: quella laurea, con coraggio e ostinazione, se l’è presa. E lo ha fatto mentre si curava e guardava il male negli occhi, per affrontarlo. Un male che più di una volta l’ha illusa di andarsene, per poi tornare. Più forte.

A giugno, nonostante le terapie, la malattia si è ripresentata ancor più violenta, ogni giorno più aggressiva. Ieri mattina Aurora se n’è andata. Una terribile crisi respiratoria nella notte, la corsa all’ospedale delle Apuane e l’addio alla vita. A soli 26 anni. L’addio agli affetti più forti, alle amicizie. A mamma e papà, alla sorella Angelica.

È proprio Angelica, di 4 anni più grande, che, nell’atrocità del dolore, raccoglie tutto il coraggio che ha e saluta Aurora, con poche semplici parole piene dell’intimità che unisce due sorelle quasi coetanee: «Era - confida a fatica - la gioia della mia e della nostra vita. Era straordinaria, Aurora. E ci mancherà tantissimo». Un ragazza coraggiosa - la definisce chi la conosceva bene - una ragazza che ha combattuto davvero. E che, forte dei suoi 26 anni, ha pensato che lei la malattia l’avrebbe vinta.

Studentessa del liceo Classico P. Rossi, Aurora sognava di fare l’osteopata. Dopo il diploma, si è trasferita a Parma, per studiare all’università e a Parma, quando la malattia era già arrivata nella sua vita, si è laureata, realizzando un sogno. Fuori città per motivi di studio, ha comunque sempre coltivato le amicizie e gli affetti che la legavano a Massa.

Quella di Aurora è una famiglia molto conosciuta in città: la mamma Paola è la titolare del punto donna, storico centro estetico in centro città e la sorella Angelica è stata impegnata in politica con Sel. Molti in città sapevano della malattia di Aurora e del coraggio con cui affrontava il male e molti ieri, soprattutto gli amici e gli ex compagni di liceo, sono rimasti sconvolti.

Tantissimi hanno raggiunto la casa della famiglia di Aurora per salutarla ancora una volta, per stringersi intorno alla mamma e al papà, travolti dal più grande dei dolori. Per abbracciare Angelica.

Oggi è il giorno dell’addio: parenti e amici si raccoglieranno alle 15.30 a Castagnara dove Aurora abitava e da lì raggiungeranno il convento dei Cappuccini per dirle addio. E confermare l’affetto. A lei e ai parenti. Per non far sentire sola una famiglia straziata, una famiglia che ha perso «l’amore grande della sua vita».