Lettere anonime, a Groppoli c’è un corvo: minacce e cane ucciso a un “forestiero”

A sinistra, Costantino Paolicchi mostra le lettere anonime ricevute. A destra: il segugio Pippo, ucciso da uno sconosciuto

La vittima è Costantino Paolicchi, 71 anni, giornalista e consulente del regista Konchalovsky. La vicenda comincia nel 2008. Le missive sono arrivate ad altri tre residenti, tutti arrivati da "fuori". I sospetti del destinatario: "Chi le scrive abita nel raggio di 200 metri"

MULAZZO (LUNIGIANA). Le poesie, le rime, le minacce, le ingiurie. C’è chi ha pianto, nessuno ha riso. L’erba del vicino non sempre è più verde, o forse quasi mai. A Groppoli c’è un corvo. Verga lettere anonime. Quando dattiloscritte, quando battute su una tastiera, quando di proprio pugno. E sembra pure furbo: depista anche, a parere delle vittime, commettendo errori di grafia e di ortografia, cadute di stile volontarie, errori frutto di una strategia. Sono brogliacci sempre senza firma, è l’unica certezza. Costui ce l’ha con i forestieri – “i foresta” – con chi si è preso la briga di costituire un’associazione per dare un senso al bosco del Quarello, al viottolo medievale ripulito dai rovi, all’Oratorio della Madonna delle Grazie, risale al ‘600.

La vicenda comincia nel 2008, non è un caso. L’anno prima, in via delle Fontane a Groppoli, Comune di Mulazzo, si trasferisce per la pensione Costantino Paolicchi, oggi 71enne, in passato collaboratore del nostro giornale, funzionario dell’ufficio cultura e istruzione del municipio di Seravezza, in Versilia, consulente del regista russo Andrei Konchalovsky per il film su Michelangelo, “Il Peccato”. È originario di Forte dei Marmi: eccolo, il forestiero. «Appena arrivato, non conoscevo nessuno - dice - poi ho fatto amicizia, e insieme ad alcuni vicini abbiamo iniziato a sistemare qua intorno. È nata l’associazione Amici del Quarello, con il sostegno del Comune, di cui dopo un po’ di titubanze sono diventato presidente. Nel bosco abbiamo ripreso a fare iniziative, presentazioni di libri, incontri culturali, feste, il 1° maggio, il 2 giugno, per Natale e l’Epifania».

Costantino Paolicchi mostra alcune delle lettere ricevute

Neppure il tempo di darsi un tono: a un cancello in legno appare il primo foglietto, fissato con delle puntine da disegno. Da allora, se ne contano decine, un paio all’anno è la cadenza abituale. L’ultima corrispondenza da non si sa dove - «ci sono indicazioni chiare: questa persona vive nel raggio di 200 metri», è sicuro Paolicchi - arriva all’inizio di questo settembre. Mittente sconosciuto ma destinatari precisi: non solo Paolicchi, i dispacci nella buca delle lettere se li ritrovano Giancarlo Bestazzoni, Valdo Lombardi e Rino Biribicchi. I quattro, hanno due cose in comune: abitano in via delle Fontane nell’apparente pacifica Groppoli, e fanno parte degli Amici del Quarello.

Un’associazione che non regge l’urto delle intimidazioni e finisce per sciogliersi, oggi non esiste più. Nessuno tocchi il Quarello, a maggior ragione se è forestiero. «La gente di qui ha dei forti sospetti su chi possa essere questo individuo: si facciano avanti. Il signore in questione fa male alla comunità, è la sua vergogna, va isolato e deve pagare per il crimine che sta compiendo. Parliamo di stalking, minacce e offese». Il livore del pensionato è per una vita che pensava quieta e serena, e che invece è diventata «insopportabile, con un senso di malessere, siamo rimasti isolati, come reclusi, è grande il nostro disagio». Lettere anonime con poche tregue e pure una «morte annunciata»: quella di Pippo, il segugio del Paolicchi, anche lui minacciato in una missiva, poi bastonato e morto per emorragia interna in una notte di luna piena.

È convinzione del 71enne che l’omicida e il corvo siano lo stesso sconosciuto. La posta non desiderata, che vilipende una borgata, casolari, orti e boscaglia, il Magra è a un passo, ce l’hanno in archivio pure i carabinieri di Mulazzo. Due denunce del fatto: una nel 2013, l’altra l’anno successivo. Non è stato possibile procedere: una perizia calligrafica dei Ris, non ha dato garanzie al 100% che le lettere apparse dal 2008 fossero scritte dalla medesima mano. «Non demordo, andrò al comando di Pontremoli chiedendo che siano riprese le indagini». C’è rabbia, ora, in Costantino Paolicchi. “Signor seravezzino, si corre il rischio di cadere nel Magra e di non rialzarsi. La sua via è un outlet di cattiverie, ignoranza e gelosie. Bene fa chi se ne sta lontano”. A leggere simili parole qualche timore viene. —