Scoperta maxi discarica sulle sponde del Magra

La maxi discarica sequestrata sulle sponde del Magra dalla guardia di finanza

Aulla, la guardia di finanza ha messo sotto sequestro un’area di 1600 metri quadrati: 250 tonnellate di rifiuti in mezzo alla natura

AULLA. Hanno monitorato la zona per diverso tempo, osservando movimenti e atteggiamenti delle persone che si avvicinavano all’angolo di terra a due passi dal fiume Magra, ridotto a una discarica a cielo aperto. . Bidoni contenenti oli minerali, liquami e rifiuti di vario genere, autovetture, motocicli, trattori, rimorchi agricoli, due celle frigorifere industriali, per un totale complessivo di 250 tonnellate di rifiuti, nonché la presenza di tre manufatti edilizi completamente abusivi. Alla fine, i finanzieri della sezione operativa navale di Marina di Carrara hanno segnalato due persone all’autorità giudiziaria per reati ambientali e per la violazione delle norme edilizie e paesaggistiche. Oltre a scaricare immondizia a due passi dal corso d’acqua, con un serio pericolo d’inquinamento delle falde acquifere, i due - stando alle prime indicazioni raccolte dagli agenti - utilizzavano le due strutture abusive costruite in mezzo al degrado come normali abitazioni.

E non si tratta di una discarica circoscritta, ma di una vera e propria bomba ambientale, disinnescata dalla guardia di finanza. È stata posta sotto sequestro un’area di 1600 metri quadri in prossimità dell’argine del fiume. I finanzieri, inoltre, hanno accertato diversi sversamenti di liquami oleosi neri sul terreno, ad altissimo rischio d’inquinamento ambientale.

La zona verrà sottoposta a un’accurata procedura di bonifica, dopodiché verrà messa in sicurezza. Intanto, è stata già avviata la caratterizzazione dei rifiuti sottoposti a sequestro al fine di quantificare la prevista “ecotassa”. L’operazione della sezione operativa navale della guardia di finanza di Marina di Carrara rientra nella quotidiana azione di vigilanza lungo tutta la propria circoscrizione di competenza, nonché di prevenzione e repressione degli illeciti ambientali caratterizzati da profili di natura economico-finanziaria, in sinergia con i reparti territoriali, a tutela degli imprenditori che operano nel rispetto delle norme sulla gestione e lo smaltimento dei rifiuti e dell’ambiente. E quello che si è svolto sulle sponde del Magra non sarà l’unico intervento anti-inquinamento delle fiamme gialle. Il monitoraggio del territorio permette agli agenti di avere un quadro della situazione piuttosto dettagliato nell’ambito dell’abbandono massiccio di rifiuti. Per ciò che riguarda il caso della discarica abusiva di Albiano Magra, le indagini sono ancora in corso. Servono per capire se le persone fermate sono le uniche ad aver trasformato l’area in un manifesto dell’inquinamento, o se invece l’abitudine dell’abbandono dei rifiuti, in quella zona, apparteneva anche ad altri. Oltre al danno d’immagine della zona, le tonnellate di scarti gettati in mezzo alla vegetazione causano anche un importante inquinamento ambientale e naturale. Le acque del fiume, e la flora nelle vicinanze potrebbero risentire in maniera importante degli oli esausti e delle polveri delle batterie per automobili rinvenuti dalla guardia di finanza.

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