QUEL FILM OCCASIONE DI CRESCITA PER TUTTI

Uno scorcio delle cave di Carrara

Il caso Antropocene e le implicazioni: il commento di Massimo Braglia

A volte può servire anche un film-denuncia per tornare a far riflettere su uno dei temi chiavi del futuro della città e di un intero comparto: la sostenibilità. Le immagini di Antropocene, quasi epiche nella loro forza espressiva, amplificano quello che chi, come i carraresi, le ha sempre sotto gli occhi, rischia alla fine di non vedere più nemmeno. E cioé una escavazione sempre più aggressiva grazie anche alle nuove tecnologie. In fondo, Don Raffaello dal pulpito del Duomo quasi ogni domenica, quando parla di “Sacrilegio cosmico” nel descrivere quanto avviene alle nostre cave, e l’imprenditore Franco Barattini intervistato sul campo nel documentario stesso, quando racconta che una volta per dare “un taglio” servivano 20 giorni e ora bastano poche ore, in realtà stanno dicendo le stesse cose. Che qualcosa è cambiato, in modo epocale, e che bisogna pensarci.

Ed è un po’ quello che Il Tirreno sta ripetendo da anni: le contrapposizioni e il muro contro muro non portano da nessuna parte, l’attenzione all’ambiente e alla sicurezza devono essere la vera stella polare da seguire, assieme ad una adeguata ricaduta sulla città in termini di occupazione ed “effetti collaterali” in senso costruttivo. La squadra di calcio va bene, la Fondazione Marmo va bene, ma visti i giri d’affari forse serve qualcosa di più. Ma non tutto è monetizzabile e quindi non fa bene il presidente di Assindustria Erich Lucchetti a dire che è fuorviante includerci in Antropocene. Non si può pretendere che il marmo di Carrara sia il più conosciuto e ambìto al mondo, citatissimo nei film e nei libri, desiderato dagli archistar, e poi però voler restare nell’ombra.


Antropocene pone una sfida, da raccogliere: mostrare in prospettiva che i ritmi sono equi, che la filiera c’è, che la percentuale di scarti destinata, per semplificare, ai dentifrici, è minima. I dati di alcune cave dicono il contrario, quindi è il momento della trasparenza e, ripetiamo, di una direzione precisa, sostenibile. Alla fine, Antropocene avrà comunque una ricaduta positiva: per l’Italia, le sole zone citate sono Carrara e Venezia. La pubblicità al momento sembra negativa, ma questo film denuncia finirà per convogliare sulla città un certo tipo di turismo molto legato all’ecologia. Starà agli imprenditori dimostrare al mondo che la tesi del film, riferita a Carrara, è un’esagerazione.