Dopo la maturità: Economia al Sant’Anna di Pisa e giurisprudenza a Parigi

Ecco alcune delle scelte degli studenti carraresi promossi con 100 o 100 e lode, ma anche i più bravi hanno affrontato l’esame con un po’ di emozione

CARRARA. L’esame di maturità per l’anno scolastico 2018/2019 è ormai alle spalle ed è diventato già un ricordo. Abbiamo contattato alcuni maturati per sapere come sia stato questo banco di prova e quali siano i progetti per il futuro. E allora ecco i nomi degli studenti e delle studentesse dei licei carraresi che si sono guadagnati i galloni più prestigiosi: il 100/100 e addirittura la lode. Liceo classico Repetti. 5ª A: Davide Bacigalupi 100 e lode. Liceo linguistico. 5ª A: Pino Pernilla 100 e lode; Enmanuela Germosen Taveras 100 e lode; Carolina Corbani 100/100. 5ª C: Elia Cantarelli 100/100; Alice Dell’Amico 100/100, Camilla Rossi 100 e lode. 5ª D: Giorgia Benetello 100/100; Chiara Franciosi 100/100; Chiara Gardella 100 e lode; Michela Grasso 100/100. 5ª B: Laura Giovannini 100/100; Clelia Verrecchia 100 e lode. Liceo delle scienze umane. 5ª B: Giada Deste 100/100. 5ª C: Alessia Aliboni 100/100; Valentina Boggi 100/100; Lisa Poli 100/100. 5ª D: Francesca Fontanini 100/100. Liceo artistico. Erika Guarino 100/100 e Federica Mattei 100/100. Liceo scientifico. 5ª A: Francesco Menconi 100 e lode; Alessandro Pelliccia 100/100. 5ª B: Marina Donati 100/100; Lorenzo Polselli 100 e lode; Laura Tonelli 100/100. 5ª C: Daniele Bugliani 100/100; Aurora Manfredi 100 e lode; Cecilia Tromboni 100/100. 5ª E Giorgia Benassi 100/100.

Davide Bacigalupi

Tra loro c’è anche il pluripremiato Davide Bacigalupi: un vero campione classicista, fiore all’occhiello del Liceo classico Repetti già vincitore di numerosi concorsi studenteschi come, per ben due volte nel 2016 e nel 2019, il Certamen di Pontedera, riservato agli studenti dei licei di cultura classica toscani. Senza considerare che Davide è arrivato in finale nazionale alle Olimpiadi di italiano per ben quattro volte e due alle finali nazionali alle Olimpiadi delle lingue classiche. E nonostante questo curriculum super, confessa di essere arrivato un po’ emozionato alla maturità: «Soprattutto per la prima prova», ammette; racconta di aver scelto l’analisi della traccia del testo tratto da Il giorno della civetta di Sciascia: «L’ho scelto perché la mafia è un argomento che mi ha sempre interessato, mi sono soffermato sui rapporti economici Stato-Mafia in modo particolare sulle connessioni tra Mafia e mercato finanziario». Sulla seconda prova, dove Davide ha dovuto battersi con i passi di Tacito e Plutarco, non ha riscontrato molte difficoltà Adesso per lui come per gli altri, è arrivato il momento di rispondersi alla domanda: cosa farò da grande? «All’inizio pensavo di iscrivermi a Lettere alla Normale, poi ho riflettuto sulle poche opportunità e ho scelto la facoltà di Economia al Sant’Anna» spiega Davide.

Alessandro Pelliccia

Anche Alessandro Pelliccia, un altro maturato questa volta scientifico, era un po’ emozionato e anche lui ha preferito svolgere la traccia su Sciascia: «Avevo già letto il libro: parla dei rapporti Stato-Mafia, la mia riflessione si è riferita al fatto che in ogni caso chi ci rimette è sempre il più debole» racconta Alessandro che aspira a diventare ingegnere aereospaziale.

Lorenzo Polselli

L’emozione non ha risparmiato neanche Lorenzo Polselli, lui un 100 e lode, complice la riforma dell’esame di maturità: «Non sapevo a cosa andavo incontro» ha raccontato, che ha scelto nella prima prova di analizzare il brano tratto da L’illusione della conoscenza di Sloman e Fernbach e su cui ha riflettuto: «La conoscenza è sempre lodevole ma è necessario fare attenzione all’uso» commenta, rivelando il suo desiderio di studiare Giurisprudenza a Parigi.

Alessia Aliboni

Ha una tonalità più sociale invece la scelta della prima prova di Alessia Aliboni, 100/100 al liceo scienze umane: «Ho scelto di parlare di Don Milani e dei limiti della scuola del 900: ho parlato delle disuguaglianze sociali e della globalizzazione che permette la comunicazione ma aumenta il divario tra classi sociali». —

Francesca Vatteroni

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