Conoscersi e vincere le paure con il teatro classico: la sfida del professore Gennaro Di Leo

Un momento delle prove con il professore

Massa, il docente del liceo Rossi ha creato le compagnie degli alunni e degli ex. Ha conquistato anche i carcerati

MASSA. Trasformare una pièce teatrale studentesca di matrice amatoriale in una rappresentazione teatrale che non ha nulla da invidiare a quelle professionistiche, grazie anche ad una solida squadra con valida esperienza nel settore.

LA MAGIA DEL PROF

E' una specie di magia uscita dal sorprendente cappello del professor Gennaro Di Leo, insegnante di materie letterarie al Liceo Classico “Pellegrino Rossi” di Massa. Diverse sono le compagnie teatrali da lui create facenti capo alla sua associazione Mondi Possibili, recentemente integrata nella Fondazione Bartolozzi Tesi – Arte e Scienza di Pistoia nata dagli artisti Giuseppe Bertolozzi e Clara Tesi per promuovere eventi, seminari, formazione legata al mondo della cultura. Class&Co è la compagnia formata dagli studenti frequentanti attualmente il liceo, Class-ex quella degli ex-allievi, Pathei Mathos è quella che coinvolge i detenuti della Casa di Reclusione e poi c’è Fuoriclasse dei docenti del classico suoi colleghi.

La letteratura che migliora la vita

LE RAPPRESENTAZIONI

Gli spettacoli sono tragedie greche, rilette e riadattate in base alla sensibilità e alle finalità didattiche del professore, anche grazie all’aiuto di validi collaboratori come Giuseppe Joh Capozzolo (compositore e multimedia art designer and consultant). "Mi piace pensare di aver dato a questi ragazzi la possibilità di “vivere” queste pietre miliari della nostra cultura, che non sono scritte in una lingua morta – afferma Di Leo - Per loro vuol dire sentire questi testi più vicini  e non solo come oggetto di studio. I ragazzi preparandosi fanno molto lavoro su se stessi, anche dal punto di vista psicologico, e ciò aiuta ad abbattere i timori ed essere in grado di confrontarsi con un pubblico”.

La foto di gruppo della compagnia con il professore

Il 4 maggio è stata rappresentata al Teatro della Compagnia di Firenze lo spettacolo “Troiane”, che affronta il doloroso pianto delle prigioniere di guerra destinate a seguire come schiave, con Troia in fiamme, i vincitori. Un lamento che rappresenta la ferita lacerante derivata dalla perdita dei propri affetti e dalla propria terra, donne disperate, ma forti nell’affrontare quello che riserverà loro il destino. Sebbene la vicenda riguardi il V secolo a.C., i costumi (ottimo il lavoro delle costumiste Claudia Paula Luccini e Micol Baldini) la inquadrano nel periodo della seconda guerra mondiale, che identifica un altro momento drammatico di gravi perdite da parte delle donne. La scelta del “Guernica” realizzato da Pablo Picasso nel 1937 come scenografia, esalta ancora di più con il luttuoso e doloroso racconto della guerra e di tutte le guerre. Repliche di “Troiane” il 13, 14 e 15 maggio al Teatro dei Servi di Massa, con una probabile replica della standing ovation ottenuta a Firenze per le drammatiche interpretazioni dei ragazzi, a partire dai protagonisti principali, Alice Fazzi nel ruolo di Ecuba “la vecchia” e Gabriele Ratti (Taltibio), poi Agnese Ramagini (Andromaca), Greta Pellistri (Cassandra), Carolina Farneti (Elena), Emanuele Bianchi (Menelao), Tommaso Quadrella (Euribate), Cosimo Iardella (Odisseo), Tommaso del Becaro (Poseidone), Yasmine Marchini (Atena), Camilla Sarti (Corifea). Immancabile nelle tragedie greche il “coro”, composto da Lucrezia Angeloni, Sofia Bertozzi, Ilenia Mannini, Sara Mignani, Nicole Montagnani, Dorotea Paolini, Federica Pinarelli.

DONNE E TEATRO

Sempre il tema  della sofferenza femminile è stato centrale nella pièce “Het Achterhuis – L’alloggio segreto”, rappresentazione tratta dal Diario di Anne Frank, acclamata con successo il 27 gennaio scorso a Sant’Anna di Stazzema e poi nella multisala cittadina Splendor. Ottime le interpretazioni anche in questo caso dei ragazzi protagonisti, come Elena Trapuzzano nel ruolo di Anne e poi Carlo Pernigotti, Irene Bondielli, Martina Boschi, Alberto Mariotti, Natalia Menconi, Francesco Trentacosti, Enrico Tongiani, Giulia Manfredi e Gualtiero Santi. L’estate scorsa ha lasciato senza parole la messa in scena della tragedia di Sofocle “Antigone”, rappresentata in due scenari esclusivi come la Cava Lazzareschi di Carrara, già scenario di eventi musicali con artisti di calibro internazionale quali Giovanni Allevi e Goran Bregovic, e il sito archeologico romano di Luni. Rispecchiando la classica struttura della tragedia greca, con 57 attori chiamati ad interpretare i vari personaggi e un maestoso coro, l’Antigone ha visto mescolarsi per la prima volta le due compagnie di allievi (gli attuali e gli ex), che hanno dimostrato una notevole maturità drammatica nel rappresentare questa eroina greca ribelle al volere di un re dispotico, costretta da lui per questo a subire la condanna ad essere murata viva. Niente di più appropriato riuscirlo a rappresentarlo in una cava. Per l’occasione lo scultore apuano Francesco Siani ha realizzato persino una figura di Antigone alta 5 metri stilizzata, in marmo fornito dalla Marmi Graniti d’Italia.

“Siamo partiti in diciassette – dichiara Di Leo – e ora possiamo contare su una cinquantina di ragazzi, tutti preparati e spinti da grande passione per il teatro. Fanno un grande lavoro di squadra e questo li fortifica. Giriamo per diversi teatri in Italia e sono 4 anni che partecipiamo al Festival internazionale del teatro classico dei giovani a Palazzolo Acreide a Siracusa, ospitati in un teatro del V secolo a.C. Il pomeriggio assistiamo a rappresentazioni di professionisti presso il teatro greco di Siracusa. L’anno scorso abbiamo assistito, guarda caso essendo là con la nostra Elettra, proprio all’Elettra di Gabriele Lavia”.

LA BIOGRAFIA DI DI LEO

Nato a Salerno nel 1976 e cresciuto a Potenza e a Milano, attualmente Gennaro Di Leo è residente a Marina di Massa, immerso nel mondo classico che lo ha sempre fagocitato. Prima gli studi al liceo, poi lettere classiche all’Università, un dottorato di ricerca in Storia e Storiografia dell’Antichità Classica presso l’Università degli Studi di Perugia, poi docente di materie letterarie al liceo classico, sperimentatore di teatro classico, dulcis in fundo musica classica e letteratura classica nel tempo libero: “Non c’è nulla di più moderno, attuale e lungimirante di un classico” afferma convinto. Alla sua formazione classica ha aggiunto un master in “Tecniche di scrittura per la fiction” e ha iniziato a occuparsi di regia, adattamenti e vari laboratori teatrali. Tutti suoi gli adattamenti e la regia, da Ecclesiazuse e Uccelli di Aristofane a Persiani di Eschilo, da Elettra e Antigone di Sofocle a Oreste e Troiane di Euripide. Non soddisfatto, ha anche scritto il testo teatrale “Extension” (editore Aletti) e il romanzo “Io e le noir” (editore Il Ciliegio). “Scrivere per il teatro richiede un grande sforzo drammaturgico per non snaturare o banalizzare l’originale, ma anche tanta fatica. Non solo dal punto di vista organizzativo, ma proprio per il percorso che si vuole intraprendere, di difficile introspezione da parte di attori provenienti da diverse realtà, come la Casa di Reclusione di Massa, dove è stato molto difficile far avvicinare i  detenuti  all’humane litterae, oppure agli anziani dell’Università della terza età. Esperienza che mi hanno lasciato indelebili e piacevoli ricordi”.

Gennaro di Leo ringrazia sempre il suo cast tecnico che è quello di sempre: Claudia Paula Luccini e di Micol Baldini (costumi), Caterina Bertilorenzi, Emma Bigarani, Marina Celestino (sartoria), Sonia Soffredini (trucco e parrucco), Stefano Giannotti (disegno luci), Leonardo Sasso e Alberto Bondielli (fotografia), Corrado Nocchi (grafica) e Duilio Guidi (attrezzeria). Impossibile fare a meno delle musiche originali di Giuseppe Joh Capozzolo a suggellare il tutto.