Auguri Accademia, da 250 anni luce culturale di Carrara

Un anno storico che l'istituzione celebrerà con un calendario fitto di incontri con artisti ma anche storici, critici, registi e altre eccellenze italiane

CARRARA. E’ il suo compleanno e sta regalando a studenti, cittadini e a tutti gli innamorati di arte e bellezza, una città in fermento. Certo, la strada è lunga: per molti e troppi anni assopita, Carrara oggi e dal 17 gennaio scorso sta ospitando critici, storici, artisti, docenti, coreografi, cantanti lirici, scultori, registi, pittori, conferenzieri e le eccellenze italiane e straniere del mondo dell’arte in tutte le sue forme, con appuntamenti, incontri e dibattiti in un calendario fitto fitto (più di 70 eventi da gennaio ad oggi) che arriverà fino a marzo 2020. Carrara deve quindi ringraziare la sua Accademia di Belle Arti per aver deciso di festeggiare con lei il suo 250° anno di vita.

Il progetto è ambizioso ma necessario perché deve diventare, nella speranza di molti, una boccata di ossigeno per una città ancora viva anche se in apnea sotto macerie di torpore e abbandono: a svelarcelo è il Direttore dell’Accademia Luciano Massari, il quale non dimentica di ringraziare prima di tutto colui che gli è accanto in questa sfida, il Presidente dell’Accademia Antonio Passa e tutti i docenti “che stanno facendo squadra in modo meraviglioso”, riconosce orgoglioso il direttore.

Massari: "L'accademia fa cultura e la dona alla città"

GUARDARE AL FUTURO

Luciano Massari ci spiega e ci annuncia che sono tre le direttrici su cui l’Accademia si sta muovendo per celebrare il suo compleanno: l’onorificenza a professore accademico e la Lectio Magistralis con l’artista icona del ready made kitsch Jeff Koons avvenuta il 17 aprile scorso con l’inaugurazione dell’anno accademico e che ha mosso l’interesse mediatico di tutti i quotidiani nazionali e le riviste specializzate celebrandolo con titoli a tutto campo; un convegno che si terrà alla fine dell’estate tra settembre e ottobre con critici, storici, filosofi e artisti di fama nazionale e internazionale e di straordinaria caratura, dal titolo “Art in the present in the schok”, con l’intento non solo di fare il punto della situazione nell’arte ma di capire come si evolverà e quindi di presagire quello che sarà in futuro il pensiero artistico.

Jeff Koons all'Accademia

"Capire il futuro e gli scenari di mondi che si potrebbero aprire in modo che dall' Accademia possa partire un rilancio dell’idea di arte e dell’idea di scultura” annuncia Massari che in questo modo cercherà insieme alla compagine accademica di trasformare Carrara in una fucina di idee, dove si possano intuire nuovi sviluppi e nuove direzioni del pensiero artistico e far sì quindi che la città si trasformi in un punto di riferimento non solo del marmo ma della scultura e dell’arte; e infine una mostra, nel marzo 2020, dedicata all’Accademia e alla sua storia, che parlerà del primo Direttore dell’Accademia di Belle Arti: “Giovanni Antonio Cybei e il suo tempo” sarà il titolo.

Attorno a questi tre avvenimenti, l’Accademia ha organizzato, sta organizzando e organizzerà una miriade di incontri, spettacoli, progetti, mostre e dibattiti che non solo stanno prendendo vita, ma stanno cominciando a viaggiare, portando con loro il nome di Carrara. Come per lo spettacolo nato dall’incontro degli studenti e delle studentesse dell’Accademia con Virgilio Sieni, raffinato coreografo, danzatore e artista del gesto, celebre per la sua capacità di creare, durante i suoi spettacoli nati dall’improvvisazione del corpo e del gesto, un legame ogni volta con il luogo in cui prende vita il movimento e lo spettacolo.

“Cammino popolare” quindi, andato in scena in Piazza Gramsci, ha visto protagonisti 80 studenti dell’Accademia che, in seguito ai laboratori condotti nel mese di marzo dal Maestro dove sono stati guidati nella ricerca della consapevolezza attraverso il linguaggio del corpo, hanno creato una suggestiva coreografia:” Ciascuno di loro-ha raccontato Virgilio Sieni- aveva in mano una scheggia di marmo che ha accompagnato i loro gesti in giochi di equilibrio, tutti con gli stessi movimenti vissuti nella lentezza, a simboleggiare il cammino di una comunità”. Ecco: questo spettacolo approderà a Firenze per scelta dello stesso Maestro Virgilio Sieni, annuncia il Direttore. “E’ la dimostrazione che le produzioni nate qui diventano occasione per approfondimenti e la professionalità di questi ragazzi viene poi convogliata, attraverso la collaborazione con professionisti e artisti esterni, verso altre destinazioni: è un grande riconoscimento per l’Accademia” ha sottolineato Massari.

La performance di Sieni

A GIUGNO ARRIVA PUCCINI

E non ci sono dubbi neanche per il prossimo spettacolo in vista per i primi di giugno: il pucciniano Gianni Schicchi, spettacolo curato nell’allestimento dagli studenti dell’Accademia attraverso gli insegnamenti e i seminari con un altro grande Maestro, Marco Gandini, docente di Tecnica dell’Espressione presso l’Accademia di Perfezionamento per Cantanti Lirici del Teatro alla Scala e l’Università di Musica Showa di Tokyo, nonché regista di opere liriche che ha condiviso spettacoli insieme ai più grandi della lirica da Riccardo Muti, a Luciano Pavarotti, a Franco Zeffirelli. Lui, il baritono cararese Sergio Bologna e il regista, suo allievo ed ex studente dell’Accademia, Daniele Piscopo hanno poi svolto i provini, con bando internazionale, per selezionare i 17 cantanti che daranno vita all’edizione dell’opera pucciniana in Accademia prevista per il 7/8/9 giugno. Uno sforzo immane che ha visto protagonista anche l’Associazione Amici della Lirica “A. Mercuriali” e l’Associazione Culturale StormArt. Infatti nell’organizzare l’intenso programma, l’Accademia ha scelto la strategia della collaborazione con Istituzioni e Università come l’Università di Genova, di Pisa, il Polo Museale Fiorentino, il Museo Novecento a Firenze. I cicli di incontri a calendario sono tutti frutto di un coinvolgimento di tutte le Scuole dell’Accademia, precisa il Direttore: scultura, decorazione, pittura, scenografia, grafica e Nuove Tecnologie dell’Arte in un lavoro corale che vede realizzati il ciclo Racconti dell’arte, animato da incontri e proiezioni con artisti, il ciclo Cloud Workers”, che ha preso magistralmente corpo attraverso incontri con autori, artisti e curatori che stanno dando, con la loro pratica artistica, attività editoriale o professionale, un contributo significativo allo sviluppo delle culture e delle arti digitali e il ciclo Ex studenti dell’Accademia in carriera si raccontano ai nuovi studenti, dove a raccontarsi saranno ex studenti che testimonieranno quella che è stata la loro carriera dopo il percorso di studi accademico.

STORIA DELL'ARTE

Con I Racconti dell’Arte l’Accademia sta dando voce dunque ai più grandi artisti del passato, attraverso il contributo di studiosi e docenti di oggi: come Carlo Ludovico Ragghianti (Lucca 1910 - Firenze 1987) che ha segnato la cultura e la politica del Novecento, dalla formazione presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, alla presidenza del Comitato Toscano di Liberazione Nazionale, fino alla tormentata stagione riformista del dopoguerra che lo condurrà, attraverso il Sessantotto, al “tempo del disincanto”, percorrendo da protagonista oltre cinquanta anni di storia italiana. Raccontato da Emanuele Pellegrini, professore associato di storia dell’arte presso IMT Scuola Alti Studi di Lucca, con attività di insegnamento e ricerca presso le università di Udine, Venezia e Siena e presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, nonché chercheur invité presso l’Institut National d’Histoire de l’Art di Parigi e visiting professor presso la Renmin University di Pechino. Come Frederick Bradley, naturalista e geologo, autore di oltre una trentina tra manuali tecnici e guide paesaggistiche, che ha creato il marchio GUIPA, Guide al Paesaggio con cui realizza pubblicazioni di divulgazione scientifica e turismo culturale. Come Enrico Galassi(Ravenna, 14 novembre 1907 – Pisa, 1 settembre 1980) pittore, architetto e poeta italiano, fra i più intelligentemente moderni, genialissimo che creò la casa dell'uomo dalle sue necessità interne, costruttore di macchine, inventore, uomo leonardesco: artista che attende ancora il posto che gli compete nella storia del Novecento artistico italiano, anche secondo il relatore Alberto Giorgio Cassani, docente di Elementi di architettura e urbanistica all’Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino e all’Accademia di Belle Arti di Venezia, docente di Restauro e Storia dell’architettura e studioso da anni della vita artistica di Enrico Galassi. E poi, ancora, il Bernini in un inedito racconto da parte della storica dell'arte e docente Lucia Simonato, docente presso La Scuola Normale di Pisa. Non solo: può un file diventare un’opera d’arte?

Il fondo biblioteca dell'Accademia

A spiegarlo è stato lo spezzino Carlo Zanni che ha esposto in tutto il mondo. Ma poi come non citare il nuovo percorso museale accademico che coinvolge gli spazi della biblioteca e le sale attigue del Fondo Antico librario, con la presenza di nuove teche appositamente costruite per esporre, attraverso mostre temporanee aperte al pubblico, volumi, disegni, incisioni sciolte e tante curiosità che compongono il patrimonio librario dell’Istituzione carrarese? Oltre 25000 volumi, opuscoli, materiali di varia natura, antichi e moderni, alcuni dei quali vere e proprie rarità a livello internazionale. Questi sono solo degli esempi delle iniziative che si sono svolte in Accademia, all’insegna del dialogo con studiosi, artisti, studenti e aperti alla città.

Un‘intesa quindi con la città, che l’Accademia confermerà anche in occasione di White Carrara Down Town, la kermesse di arte, cultura e spettacolo creata dall’Internazionale Marmi e Macchine e che quest’anno vede seduta al tavolo direttivo anche l’Accademia la quale, per l’occasione, terrà aperte le sue storiche sale del Palazzo del Principe con visite guidate anche notturne. “Il Patrimonio dell’Accademia ha un valore inestimabile che vuole essere ammirato: abbiamo per questo siglato accordi con il Museo cittadino Carmi che ospita i nostri gessi canoviani e le nostre collezioni andranno presto al Polo Museale Romano e a Milano alle Gallerie d’Italia attraverso mostre internazionali” ha annunciato Luciano Massari.