“Guida all’immaginario nerd” tra machismo e femminile

I due autori hanno contribuito al saggio pubblicato da Odoya e di cui si è parlato di recente anche all’Accademia di Belle Arti 

Il libro

L’immaginario nerd tra machismo e femminile: questo il succo dei due interventi speculari complementari di Alessandro Lolli e Irene Rubino (che è anche collaboratrice del Tirreno) in “Guida all’immaginario nerd”, saggio fresco di pubblicazione di Odoya edizioni. La coppia di autori – classe ‘89 e ‘90, i più giovani della scuderia – si è ritrovata a Carrara in occasione di un intervento di Lolli e del collettivo Clusterduck all’Accademia di Belle Arti.


La “Guida” ci introduce al mondo dei nerd: un termine che, ormai, ha perso lo stigma dello “sfigato” nell’immaginario collettivo. Resta la passione per videogiochi, giochi da tavolo, serie tv, fumetti, letteratura, soprattutto fantasy e di fantascienza. «Ho provato a tirare le fila di una certa insoddisfazione maschile che si proiettava nelle storie – racconta Lolli – ora sotto forma di fantasia onnipotente, ora nelle vesti di un piagnisteo lamentoso. È stato un viaggio interessante. Ho deciso di rispondere a una domanda: i nerd sono diventati cattivi? Tra la controversia del Gamergate e l’ascesa della cosiddetta alt-right (la destra alternativa americana), c’è da chiedersi quando e come la figura del nerd abbia perso la sua innocenza».

Irene Rubino parla invece di una categoria che ha dovuto sgomitare per farsi spazio nel nerdom: le donne. «Io sono stata e sono una nerd e so benissimo che essere al contempo femmina non è affatto un bonus, anzi: è un handicap». Quant’è difficile essere donne e nerd? «Molto. Le donne programmano e giocano da tantissimo tempo, ma la loro presenza nell’industria dei videogiochi è misera e molto osteggiata. Le donne che hanno “osato” prendersi uno spazio nell’ambiente nerd sono state spesso e volentieri prese di mira sul web con piogge d’insulti e aggressioni sessiste. Il Gamergate è un esempio lampante». Quindi cosa dobbiamo aspettarci da questa carrellata di figure femminili? «Le mie ragazze elettriche sono sia personaggi della cultura popolare che mostrano in filigrana l’evoluzione verso un’idea più moderna di femminile, sia donne in carne e ossa che hanno saputo prendersi uno spazio senza chiedere il permesso». Come Rebecca Sugar, animatrice e sceneggiatrice di Cartoon Network che ha creato la serie “Steven Universe”. —