Guglielmi, storia del teatro dalle quattro vite. In attesa della quinta

Dalla prima inaugurazione del 1886 fino alla chiusura ancora in corso del 2017, passando per i problemi degli anni ottanta, la struttura ha vissuto tante vite. E nonostante la promessa della giunta Persiani di riaprire in cento giorni, i sigilli della procura rimangono ancora

MASSA. ll futuro del teatro Guglielmi di Massa, scrigno di cultura e arte, fine gioiello di architettura ottocentesca, il cui palcoscenico è stato consumato nei secoli da compagnie locali, macchinisti, guardiani, maschere, ma anche attori di fama internazionale, musicisti, cantanti, bambini, alunni, politici e gente comune, oggi è appeso a una decina di pagine stampate: il progetto esecutivo per i lavori di messa in sicurezza, che dovranno restituire il teatro alla sua città. Il progetto è fermo alla commissione regionale dei vigili del fuoco, che ha il compito di esaminare le soluzioni proposte dal Comune per far tornare a norma il suo teatro.

Teatro Guglielmi: la chiusura in sordina, i cento giorni infiniti e il sogno della riapertura

Un iter tormentato

Solo dopo questo ok il Comune potrà pubblicare il bando per la gara di appalto da circa 250mila euro di lavori. In “punizione” dal 21 dicembre 2017, il teatro Guglielmi, che già ne aveva passate tante, è stato addirittura messo sotto sequestro, impacchettato con il nastro bianco e rosso, e abbandonato. Ma non dimenticato. La vicenda tristemente nota alle cronache locali lo vuole protagonista di uno scandalo giudiziario, fatto di false perizie e certificati mal rilasciati, con cui il teatro Guglielmi non avrebbe mai voluto avere nulla a che fare. Lui che da sempre vuole solo fare spettacolo, impressionare i cittadini, divertire e arricchire.

Eppure, a leggere la storia del teatro Guglielmi, sembra stato sempre molto difficile fare il proprio lavoro e seguire la sua vocazione. Una serie di incidenti, manchevolezze della politica e sfortune, lo hanno portato spesso a chiudere il sipario, tra lo sconcerto della gente. Il teatro inaugurò, una prima volta, il 25 aprile del 1886, mentre risuonavano le note di Maria di Rohan di Donizetti. A quell’epoca la città contava poco più di ventimila abitanti e non esisteva alcun teatro comunale a Massa. Il progetto approvato dalla giunta fu quello dell’architetto Vincenzo Micheli e si sarebbe chiamato Teatro Guglielmi in onore del concittadino Pier Alessandro Guglielmi, celebre compositore del Settecento. Pianta a ferro di cavallo, 450 posti a sedere, tre ordini di palchi, platea e loggione, palcoscenico 15x14, buca del suggeritore, boccascena di 10 metri, buca d’orchestra ricavata sotto il palcoscenico per ospitare 60 orchestrali, proscenio dotato di ribalta, camerini e spogliatoi.

Il teatro Guglielmi con i sigilli della procura in evidenza

Un destino scuro

Le cronache locali fin da subito disegnarono, per l’unico teatro cittadino, un destino scuro: i lavori avrebbero dovuto concludersi in due anni, il primo gennaio del 1878, ma già nel 1874 la giunta ebbe un ripensamento, considerando la spesa di 153.000 lire troppo esosa per le casse comunali e decidendo di fermare i lavori, che ripresero soltanto nel 1877. Nove anni dopo il Guglielmi vide la luce e con lui anche numerose polemiche, come quelle per le famigerate 2.700 lire spese per l’esecuzione del famoso sipario, opera del pittore fiorentino Annibale Gatti. Sipario che, per fortuna, il teatro ancora conserva, danneggiato dai bombardamenti della seconda guerra mondiale e restaurato soltanto alla fine degli anni Novanta del secolo scorso. Le spese, e le chiacchiere, non finirono col sipario del Gatti: il Comune pagò a fatica anche il gigantesco lampadario da 80 fiamme per l’illuminazione della platea, che costò da solo 5.205,45 lire. Il teatro avrebbe dovuto inaugurarsi il giorno di Pasqua del 1882, ma il Prefetto Carmelo Agnetta bloccò l’apertura perché dagli atti risultava che non tutti i lavori erano stati terminati nei modi e nei tempi giusti, e si temevano pericoli per l’incolumità pubblica. E non sarebbe stata l’ultima volta.

Il sit in per chiedere la riapertura del teatro Guglielmi

All’epoca i lavori di messa in sicurezza costarono 45mila lire e per il Comune furono tempi molto duri: il teatro, per i ritardi, stava costando molto più del previsto e il sindaco Carlo Cecchieri, per recuperare parte del denaro, mise all’asta con poco successo alcuni palchi, per scongiurare, almeno, la possibile vendita del Guglielmi, ancora inagibile. Furono le famiglie dell’alta società borghese a salvare il teatro, attraverso una fitta campagna promozionale, donazioni e con l’acquisto a prezzi esagerati dei palchi. Alla fine, la sera del 25 aprile 1886, il Guglielmi inaugurò la sua prima stagione.

Altre due chiusure tra anni ottanta e 2000

Le cronache locali non smisero da quel momento di narrare le vicissitudini del Guglielmi che fu dichiarato inagibile ancora un’altra volta nel marzo del 1983 dalla commissione di vigilanza provinciale, e che rimase chiuso fino al 1986, in tempo per festeggiare, anche se in ritardo, il centenario della sua nascita. La stagione teatrale riprese a pieno ritmo nel 1987. Nel 2004, invece, la città ricorda la seconda grande opera di restauro, costata 1,6 milioni di euro: per un anno e mezzo il teatro sembrò un campo di battaglia, fu sventrato, rifatta la pavimentazione, messa a norma l’intera struttura, ristrutturate le quinte, camerini e perfino il magnifico lampadario dalle 80 fiamme, che non era stato più acceso dal dopoguerra. Il Guglielmi fu inaugurato per la terza volta in pompa magna nel 2006, ma ancora non trovò pace.

Nel 2010 il sindaco Roberto Pucci fu costretto ad annullare di nuovo la stagione di prosa: una trave stava cedendo e non era un caso isolato. Nessuno poteva immaginare che durante l’ultimo restauro non fosse stato controllato anche il tetto, che stava letteralmente sprofondando sulla testa degli spettatori. Occorsero inizialmente 300mila euro per i lavori di somma urgenza, poi altri 700mila, per la messa in sicurezza generale. Il sipario rimase abbassato per tre anni. Tempi bui per la cultura massese.

Ultima inaugurazione e nuova chiusura: il teatro oggi

Massa. La Ricci prende in giro il teatro, poi le scuse

La quarta inaugurazione del teatro Guglielmi di Massa avvenne il 26 febbraio del 2013, questa volta sotto le note del cantante napoletano Massimo Ranieri che in quei mesi portava in scena “Viviani varietà”, un omaggio al grande Raffaele Viviani. Fu uno dei successi della giunta Volpi, da poco insediata. La bella società tornò a teatro, ma non vi rimase a lungo: solo quattro anni dopo, il 21 dicembre del 2017 la Procura di Massa Carrara sequestrò il teatro cittadino, finito all’interno di una inchiesta riguardante le false certificazioni antincendio. Il prosieguo di quella stagione fu assicurato tramite l'allestimento di un teatro tenda, con non poche polemiche, come quella dell'attrice Elena Sofia Ricci che prima prese in giro l'organizzazione e poi si scusò pubblicamente. 

Il teatro oggi è ancora chiuso, l’attuale amministrazione del sindaco Francesco Persiani, non è riuscita a riaprirlo entro i primi cento giorni di mandato amministrativo, pur avendoci provato. Il progetto è ancora al vaglio della Regione e ai cittadini tocca aspettare e sperare che il teatro Guglielmi possa inaugurare presto. Per la quinta volta.