Sanac, la lotta paga: c’è la data del tavolo: si aspettavano notizie da oltre un mese

Convocazione al ministero per il 4 aprile alle 14.30. Il sindaco: «Finché non avremo garanzie non saremo soddisfatti»

MASSA. I lavoratori Sanac sono dovuti ricorrere allo sciopero di un’ora per ogni turno di lavoro con tanto di blocco degli straordinari, ma in poche ore hanno ottenuto ciò che aspettavano ad oltre un mese: la convocazione al Ministero dello sviluppo economico per definire l’acquisto dell’azienda siderurgica da parte di ArcelorMittal. Ieri mattina si sono mossi tutti e tutti compatti. . Oltre ai sindacati confederali e di categoria, erano presenti il presidente della Provincia Gianni Lorenzetti, il sindaco Francesco Persiani, gli onorevoli M5S Riccardo Ricciardi e Pd Cosimo Maria Ferri e il consigliere regionale Pd Giacomo Bugliani. Lavoratori, sindacati e istituzioni hanno ottenuto il tavolo a Roma per il prossimo 4 aprile alle ore 14.30.

Lo attendevano intorno al 20 gennaio, circa un mese dopo la presentazione dell’offerta di acquisto della multinazionale già acquirente di Ilva, ma fino a ieri Fiemca Cisl, Filtec Cgil e Uiltec Uil non avevano avuto notizie nonostante la valutazione congrua dell’offerta dell’advisor Rotschild.


«Si tratta solo di ottenere il placet del Mise che ci consente di sederci al tavolo e di discutere di investimenti anche per quanto riguarda la sicurezza e il mantenimento degli accordi e dei contratti» ha precisato Nicola Del Vecchio, segretario Filtec Cigl, «abbiamo avuto tante rassicurazioni, ma vogliamo un impegno concreto». Il sindaco Persiani ha assicurato che «finché la situazione non sarà giunta al termine, quindi fino a quando Sanac potrà investire e sviluppare nuovi posti di lavoro, noi non saremo soddisfatti e tutto quello che possiamo fare lo stiamo mettendo in campo perché il lavoro a Massa deve essere tutelato a oltranza».

La preoccupazione dei sindacati è data dalla drastica diminuzione delle commesse dell’azienda di refrattari nelle ultime settimane. «Siamo ai minimi storici – ammettono tristemente Paolo Faggioni Rsu Uiltec, Emanuele Manfroni Rsu Fiemca e Andrea Bordigoni Rsu Filtec - nell’incontro di dicembre era stato ipotizzato un aumento delle tonnellate di acciaio fino a 6 milioni invece da inizio anno, con i problemi che ci sono a Taranto, le tonnellate sono scese da 4,5 a 3,8 milioni». Ed essendo Sanac il principale fornitore della ex Ilva «se il lavoro va male laggiù, diminuisce anche a Massa»; Stefano Tenerini, segretario Fiemca Cisl, specifica che «è inusuale avere uno stabilimento che è un fiore all’occhiello perché non avrebbe problemi di lavoro e con le materie prime a disposizione, ma senza nessuno alla guida dell’industria mancano gli ordini ed il rischio reale era quello della cassa integrazione per i 130 dipendenti». Per questo i lavoratori hanno chiesto alla politica e al Mise una velocizzazione delle procedure, «manca solo la firma del ministro Di Maio, non si perda tempo sulla pelle dell’azienda e dei lavoratori» ha detto Ferri. I sindacati nel pomeriggio di ieri hanno anche ottenuto un incontro con il prefetto Paolo D’Attilio.

La vertenza Sanac «è differente dalle altre» come ha sottolineato il presidente della provincia Gianni Lorenzetti, «non mancano le prospettive, ma si tratta solo di un blocco burocratico».

Ed è il motivo per cui ieri mattina ha contattato telefonicamente Gianfranco Simoncini, consigliere per il lavoro del Presidente Enrico Rossi, chiedendo un intervento della Regione Toscana. E alla regione, il consigliere Bugliani chiederà l’attivazione dell’unità di crisi. Il deputato Ricciardi, assumendosi ogni responsabilità del ritardo burocratico del Mise e del suo partito, in contatto con il sottosegretario Giorgio Sorial, aveva preannunciato che sarebbe stato convocato il tavolo romano per i prossimi giorni.