Aeroporto del Cinquale: si tagliano gli alberi, riapertura più vicina. Ma nasce una “bega”

La pista potrebbe essere ok per i voli già la prossima settimana. Il proprietario di una villa però minaccia ricorsi contro la potatura 

massa. Vicina la riapertura dell’aeroporto di Cinquale ai voli turistici e commerciali. La pista apuana è chiusa dal 14 gennaio scorso per ordine dell’Enac (l’Ente nazionale per l'aviazione civile) i cui ispettori avevano riscontrato un problema di sicurezza: alcuni alberi che si trovano ai confini della pista di atterraggio, sia lato monti, sia lato mare, superavano l’altezza consentita. Diventando così un potenziale elemento di rischio nelle fasi di decollo e di atterraggio. Una tegola sulle attività dell’Aeroclub su cui da lì a poco ne sarebbero cadute altre e più pesanti: l’arresto del suo presidente Lino Palla nell’ambito dell’inchiesta delle truffe alle assicurazioni scoperta dalla procura d i Massa. E la “scoperta” del mancato pagamento del canone di affitto al Comune per circa 300mila euro.. Pur investito dalla bufera e decapitato ai vertici, l’Aeroclub Cinquale è riuscito comunque a rispondere al provvedimento di Enac. «Ad oggi – dice Giuseppe Falconi, vicepresidente (facente funzioni di presidente) del sodalizio – il taglio degli alberi ritenuti troppo alti è quasi completato. Soltanto in un caso ci sono resistenze da parte del proprietario del terreno in cui affonda le radici uno degli alberi “incriminati”: si rifiuta di tagliare e minaccia ricorsi legali. Comunque, prevediamo che già la prossima settimana, dopo un nuovo sopralluogo degli ispettori Enac volto a stabilire se i sentieri di discesa e di decollo sono liberi da pericoli, si possa riaprire l’aeroporto». Riapertura in anticipo rispetto alla prescrizione della stessa Enac (stop fino al 13 aprile) e in tempo per la stagione estiva, quando il traffico sulla pista di Cinquale decuplica.

Le piante troppo alte, una decina, si trovavano quasi tutte in terreni privati. L’Enac ha ingiunto ai proprietari di abbatterle o di potarle per riportarle a un’altezza di sicurezza. E quasi tutti hanno ottemperato o stanno facendolo. Tranne il proprietario di una villa sul lato mare, riferisce il comandante Falconi: «Sembra che questo cittadino voglia fare ricorso al Tar. Staremo a vedere. Intanto l’Enac gli invierà una ingiunzione e se non provvederà rischia di pagare una sanzione. E poi, osservo che quando fu costruito l’aeroporto, in quella zona non vi erano ville nè alberi alti: evidentemente sono arrivati dopo». —C.F.