Giubilaro: «Per Gaia analisi ok? Andrebbe chiesto a chi vive al Lavello»

Il magistrato difende l’inchiesta: «Non condivido quanto dichiarato dall’azienda: le indagini mostrano il contrario»



Se Gaia, dopo il sequestro, dice che, “analisi alla mano”,il depuratore del Lavello 1 funziona, il procuratore Aldo Giubilaro, che quel sequestro lo ha chiesto e ottenuto, ne «prende atto». Ma fa presente alla società che gestisce il depuratore che le indagini dicono altro e che di conferme, in campo giudiziario, già ce ne sono.


Una tra tutte la decisione del gip Giovanni Maddaleni di dare seguito a quella richiesta, sequestrando il depuratore e dando a Gaia un tempo, circa quattro mesi complessivi, per adeguarlo alle misure previste.

E allora come mai Gaia, due giorni dopo il sequestro, dice che le analisi sono buone? C’è o non c’è del marcio nel regno del Lavello? Giubilaro di dubbi ne ha pochi.

«Ho letto le dichiarazioni fatte da Gaia e ne prendo atto - risponde il procuratore - ovviamente le rispetto al massimo. Osservo tuttavia che da un punto di vista delle indagini in corso non posso condividerle, visto che gli accertamenti tecnici e di altra natura fatti, dimostrano esattamente il contrario».

Solo un parere di parte, incaponimento di chi indaga? «La richiesta di sequestro che questo ufficio ha fatto è stata pienamente condivisa dal gip che ha convalidato il sequestro», fa notare. Il ragionamento, insomma, è lineare. Perché, se le analisi fossero state buone come detto da Gaia, il tribunale avrebbe dovuto accogliere la richiesta di sequestro preventivo della procura e disporre l’adeguamento?

Gaia, però, oltre a dati discordanti da quelli di chi indaga sulle analisi, sostiene anche che in generale il depuratore del Lavello funziona. Anche su questo però incontra le perplessità del procuratore.

Ecco cosa ritiene Giubilaro al riguardo. «Per quanto riguarda il funzionamento, che la società Gaia sostiene essere stato regolare in epoche diverse da quella all’attenzione delle indagini, la domanda andrebbe rivolta più che a me ai tanti cittadini che negli anni hanno fatto denuncia in tutte le possibili sedi di morie di pesci, cattivi odori e quant’altro». E d’altronde, carte alla mano, è proprio dall’ultimo esposto dei residenti che le indagini hanno preso il via. Memoria popolare, fissata peraltro dall’inchiostro dei giornali che tanto hanno scritto di questa vicenda. —