Carrara, la grande bellezza degli studi classici tra ex allievi di successo, teatro, coro e trailer pubblicitari

Il coro del Repetti

Pieno successo per la quinta edizione dell’iniziativa al Liceo Repetti, tantissimi i partecipanti alla serata

CARRARA. Festa pienamente riuscita al Liceo classico Repetti, la 5ª Notte Nazionale del Liceo classico. L’evento, ideato cinque anni fa dal professore Rocco Schembra del Liceo “Gulli e Pennisi” di Acireale, è diventato un appuntamento nazionale per i licei classici italiani (quest’anno hanno aderito all’iniziativa in 433), per festeggiare la cultura classica e ribadirne la sua attualità e la sua valenza formativa, perché la sfida dei giovani alla modernità non può prescindere dalla conoscenza delle radici del nostra cultura.

Ed è appunto questo il significato del motto del liceo Repetti: “Conoscere il passato, vivere il presente, progettare il futuro”, a cui è aggiunta la citazione da Carlo Levi, “il futuro ha un cuore antico”. In tantissimi sono intervenuti venerdì 11 gennaio sera, alunni ed ex alunni, docenti, genitori, simpatizzanti, per testimoniare che lo studio della cultura classica apre la mente, insegna a capire chi siamo e permette poi di seguire tutte le professioni, anche quelle apparentemente lontane dalla cultura prettamente umanistica. Perché non c’è nulla di più contemporaneo e attuale di un allenamento alla complessità, proprio come risposta a chi vorrebbe indirizzare le nuove generazioni verso una semplificazione sempre crescente, destinata a produrre, purtroppo, incapacità critica. Questo il messaggio in apertura di serata di Luigi Corsi, Dirigente scolastico dell’Istituto Montessori-Repetti: in una contemporaneità dominata dall’effimero, che genera spesso quasi insofferenza per tutto ciò che richiede tempo e applicazione, il liceo classico allena alla complessità. Solo l’allenamento alla complessità può preparare le giovani generazioni alle sfide del futuro, questo è il compito del liceo Classico.

Parimenti importante il richiamo ai valori dell’umanesimo della cultura classica, quanto mai attuali per la formazione dei giovani, come argine al rischio che la tecnologia diventi esclusivamente arida “tecnocrazia” e non strumento per la promozione e la realizzazione dell’uomo. Forte e significativo anche il messaggio trasmesso al pubblico, e soprattutto ai giovani studenti presenti, dagli ex alunni ospiti, sia sul valore formativo degli studi classici sia sul tema specifico, che il liceo Repetti ha proposto per la serata: La bellezza salverà il mondo.

Mariano Andrenucci, Valentina Nardi e Nicola Martini

Il professor Mariano Andrenucci, ordinario di Sistemi spaziali, a Ingegneria aerospaziale dell’Università di Pisa, ha parlato della sua esperienza di studente di liceo classico iniziata nel '57, proprio negli anni in cui iniziava la conquista dello spazio, e di come sia maturata in lui l’idea che il “bello” fossero gli studi di ingegneria spaziale; di come esista anche un “bello” matematico e scientifico, l’importante è padroneggiarne il linguaggio per riuscire a comprenderlo: quindi non ha senso la dicotomia tra sapere umanistico e sapere scientifico, la scuola, e il liceo classico può essere un modello di tale formazione, deve integrare entrambi i saperi per una valida formazione dei suoi alunni. Nel suo breve ma pregnante intervento, ha spaziato da Esiodo e il mito, la filosofia di Platone e Aristotele, a immagini attualissime dai satelliti nello spazio: questo a ribadire che il futuro ha un cuore antico.

Il giovane regista Nicola Martini, altro ospite della serata, allievo del Liceo con maturità nel 2001, ha affascinato il pubblico con i filmati dei suoi trailer e delle sue pubblicità, e ha parlato della sua ricerca professionale del bello, un bello che deve produrre fascinazione, inseguendo una passione che è nata proprio sui banchi del ginnasio.

L’altra ospite, Valentina Nardi ha presentato la propria esperienza di studentessa e oggi ricercatrice in medicina, con tesi sperimentale sulle possibilità predittive di eventi cardiovascolari, proponendo spunti di riflessione, quantomai pertinenti alla serata, sull’inutile distinzione scientifico/umanistico, sull’importanza per i giovani di perseguire il proprio “bello” con passione e curiosità, senza lasciarsi spaventare o scoraggiare dalle difficoltà: per concludere con “per aspera ad astra”.

Il taglio della torta

La serata è poi proseguita con varie attività, in cui sono diventati protagonisti gli alunni di oggi: letture, recitazioni, musiche e canti, elaborati artistici e attività di ricerca, secondo un nutrito programma, frutto di un lavoro di preparazione intenso ma gratificante, affrontato con entusiasmo e spirito di condivisione. In aula magna gli studenti del coro si sono esibiti ne I canti della bellezza accompagnati al pianoforte dalla prof.ssa Laura Panizzi. In biblioteca il laboratorio di teatro - curatore l’ex alunno Emanuele Cucurnia -ha dato vita allo spettacolo suggestivo Amiamo il bello con semplicità, suggestiva performance basata su letture di testi classici e moderni sul tema della bellezza; alle letture hanno partecipato anche alcuni ragazzi del Circolo LaAV di Carrara.

Immancabile l’appuntamento con il laboratorio di inglese, Beauty is truth – Truth beauty , con la collaborazione dell’ex alunna Rachele Valentini.

Affollate dal numeroso pubblico intervenuto anche le mostre istallate nelle aule, frutto di attività degli studenti. Come negli anni precedenti, sono stati esposti alcuni preziosi volumi del Fondo librario antico della biblioteca, risalenti anche al 1500, che contengono antiche edizioni a stampa con illustrazioni di gran pregio di testi classici. Unitamente ai volumi, i visitatori hanno potuto vedere i più antichi registri della storia ottocentesca della scuola, uno dei quali risale addirittura al 1863, due anni dopo l’unità d’Italia (il registro di Ammissione alla Scuola Regia di Carrara). L’alunna Emma Brambilla della classe III A ha realizzato una propria mostra personale di disegni realizzati con tavoletta grafica, dal titolo greco Aisthesis, “percezione, sensazione”.

La serata si è conclusa con musica dal vivo del complesso Nomera e a mezzanotte, in contemporanea con tutti gli altri licei classici italiani, Stella Tramontana ha letto Il lamento dell’esclusa, frammento di poesia greca d’età ellenistica, in cui una donna innamorata lamenta con raffinata leggerezza la propria solitudine, di notte, davanti alla porta chiusa dell’uomo amato.  

Di grande interesse la mostra Vita e morte nella Grande Guerra, frutto di una ricerca d’archivio svolta dagli studenti della classe III A, coordinati dalla professoressa Serena Conti. Gli studenti sono partiti dai dati della recente pubblicazione del volume di Ezio Della Mea ed Enzo Menconi “1000 non sono tornati” sui caduti carraresi della I Guerra Mondiale, e hanno ricercato chi tra questi avesse frequentato il Liceo Ginnasio Repetti dell’epoca consultando i registri dell’epoca ancora conservati nell’archivio della scuola. Hanno poi tentato di ridare a questi caduti un volto, di giovani e spensierati studenti prima che il “turbine della storia”, così scrivono nella presentazione del lavoro, li travolgesse. Ecco i nomi dei caduti del Repetti: Enzo Baratta, Augusto Biso, Azzolino Bruschi, Enrico De Lucia, Michelangelo De Lucia, Alessandro Del Medico, Egisto Forfori, Pietro Giromella, Rodolfo Giromella, Ludovico Ludovici, Manfredo Manfredi, Giuseppe Negroni, Andrea Cortesi Picciati, Ovidio Sarti, Lorenzo Triscornia, Alessandro Volpe. E’ stata ricostruita anche la figura dell’insegnante Giuseppe Procacci, non carrarese di nascita, partito volontario nel ‘16 e morto nel ‘17, una lapide nell’originaria sede del Repetti in Piazza d’Armi ricorda la sua figura di brillante docente, caduto giovanissimo al fronte. Un tributo di vite umane elevato, se si pensa che all’epoca una scuola di livello superiore alle elementari era frequentata da un numero limitatissimo di studenti.—