Baratta: capisco lo sconforto dei 5 Stelle ma da loro non accetto lezioni di morale

L’assessore al bilancio di Massa, carrarino ed ex componente del collegio sindacale: «Ci hanno coinvolto il giorno prima...»

CARRARA. Carrarino, ex componente della commissione marmo del Pd, ex componente del collegio sindacale della Fondazione Cassa, da sette mesi circa il commercialista Pierlio Baratta è assessore al bilancio, finanze e partecipate del Comune di Massa nella giunta di centrodestra di Francesco Persiani e in questa intervista attacca sul caso del rinnovo dei vertici della Fondazione stessa: «Comprendo lo sconforto ma non accetto lezioni di morale», spiega riferendosi in particolare alle critiche del vicesindaco Matteo Martinelli.. Qui da Carrara se la prendono con la vostra nomina nel comitato di indirizzo e sul fatto che non avreste favorito il rinnovamento nella governance della Fondazione, in mano a repubblicani e socialisti.

«Comprendo lo sconforto dell’amministrazione pentastellata ma non accetto lezioni di morale da chi vede la pagliuzza nell’occhio altrui dimenticandosi la propria trave. Dimenticano forse i Cinque Stelle che nella loro giunta sussistono situazioni imbarazzanti come gli intrecci denunciati sulle pagine di un quotidiano nazionale? Quanto alle esternazioni su social e quotidiani mi chiedo perché non impegnino il poco tempo a disposizione a risolvere problemi anziché a promuovere se stessi».


La domanda però è: perché non avete contribuito a evitare che si riproponessero schemi da prima Repubblica?

«La politica è fatta di dialogo e di predisposizione all’ascolto, è dedizione alla causa del prossimo. Quel dialogo che io ho vanamente cercato con i rappresentanti istituzionali del Comune di Carrara, prima come membro del collegio sindacale della Fondazione Crc, poi come amministratore del Comune di Massa nell’attesa di una risposta mai pervenuta a quelle domande che avrei voluto rivolgere all’attuale sindaco della mia città. Conoscendo gli innumerevoli impegni collegati alla carica di sindaco, ho tentato, senza successo alcuno, di relazionarmi con il capogruppo del movimento in consiglio comunale quale rappresentante dei cittadini con il quale ho avuto occasione di conferire più volte nel corso delle quali ho descritto le problematiche e le soluzioni possibili per una nuova governance della fondazione. La risposta? “Ti faro sapere”».

Quindi, cosa è successo?

«Il fatto è che nessuna idea, nessun tema, nessun programma è stato esposto all’amministrazione massese, coinvolta dall’amministrazione di Carrara solo il giorno precedente il voto dopo aver tentato di concludere accordi con le altre rappresentanze. Io ho sempre ribadito, consapevole del peso della rappresentanza di Massa nel Comitato di indirizzo, un membro che in un consiglio a undici è l’ago della bilancia, che avrei dato sostegno a chi avrebbe proposto azioni concrete volte a definire problemi mai risolti che hanno creato solo conflittualità in un territorio che necessita di maggiore coesione. All’epoca come membro del collegio sindacale, ora come amministratore locale ho sempre sostenuto che i frutti del patrimonio della Fondazione dovessero essere ripartiti secondo criteri di equità ai Comuni che hanno concorso alla sua costituzione. Non condivido il pensiero del sindaco di Carrara quando contesta idee che possano dare maggiore visibilità al territorio, dall’alta Lunigiana a Montignoso, ritenendo erroneamente la Fondazione di esclusiva spettanza della sua amministrazione».

Resta il fatto che anche quando lei era nel collegio sindacale il patrimonio della Fondazione si è paurosamente depauperato...

«Questo è un problema che ha toccato l’intero sistema delle fondazioni. Ad ogni buon conto rilevo che agli atti ci sono i miei interventi nei quali esprimevo dubbi sugli investimenti a rischio che poi purtroppo si sono rivelati in perdita. Ma sono scelte che sebbene non condivisibili sono di competenza di altri organi. Sono stato io a insistere perché si svalutassero i valori di carico di Carige nel bilancio. Ma più di rilevare i rischi insiti in alcuni strumenti di investimento, non ho potuto fare».

Critiche le sono state rivolte quando al suo posto nel collegio sindacale della Fondazione è entrato il suo collega di studio, il dottor Massimo Gabbani.

«Il dottor Gabbani è un professionista serio e competente che pur avendo le caratteristiche intellettuali e le giuste competenze non ha mai ricevuto alcun incarico istituzionale. Proprio per queste doti l’amministrazione massese ha deciso di puntare sul nuovo. Non accolgo lezioni di morale dall’onorevole Ricciardi che dimentica come il vicesindaco dell’amministrazione carrarese ricopra il duplice ruolo di custode e tutore delle finanze locali ed esattore delle finanze pubbliche creando quella promiscuità a cui chi scrive ha voluto per ragioni di opportunità rinunciare. Invito lo stimato collega Martinelli a dedicare maggiore tempo all’amministrazione per concentrarsi su tematiche inerenti le problematiche socio occupazionali che affliggono la provincia. Credo di aver dimostrato nei fatti, dimettendomi da tutti gli incarichi pubblici pur in assenza di incompatibilità di legge, la responsabilità ed il rispetto verso la giunta ed i cittadini ai quali dedico l’intera giornata consapevole che la rinuncia ad altri incarichi mi avrebbe permesso di apportare un contributo positivo all’amministrazione consentendo opportunità di lavoro ad altri colleghi. A quanto mi rileva i colleghi di Carrara seppur nel rispetto della legittimità, si dividono tra il proprio lavoro e l’amministrazione della città sottraendo parte del tempo ad un lavoro che richiede umiltà ascolto e comprensione. Auspico che il nuovo comitato possa rendersi fautore di progetti trasversali, super partes, volti a valorizzare la cultura e la bellezza del territorio apuo lunigianese ed auguro alla Fondazione un futuro all’insegna del rinnovamento». —M.B.

Il comitato di indirizzo insediatosi ufficialmente martedì scorso, resterà in carica 4 anni: sarà rinnovato a gennaio 2023. Enrico Isoppi e Sergio Chericoni sono presidente e vice sia del comitato d’indirizzo che del consiglio di amministrazione della Fondazione Crc per 4 anni, rinnovabili. I tre membri ora in carica del Cda, Riccardo Pecchia, Matteo Venturi e Sirio Bonini, resteranno in carica fino a febbraio 2021, i loro sostituti saranno nominati dal comitato d’indirizzo.

Il nuovo comitato di indirizzo: Roberto Verona, Michele Santini, Simona Ricci, Marzia Grassi (indicati dal Comune di Carrara). I due rappresentanti della Camera di Commercio Sergio Chericoni e Barbara Maffei; l’avvocato Luca Benedetti scelto dal Comune di Massa. Nicola Fontanili (confermato, nella terna di Confindustria) e il presidente Enrico Isoppi (scelto nella terna dell’Accademia). Il comitato uscente ha confermato anche Franco Passani e scelto il professor Mauro Bove.