Artrosi e tendinite, a Massa si curano con un super-gel che aiuta a rigenerare i tessuti

Il gel piastrinico, il Noa di Massa e il dottor Vincenzo Verduci

La medicina rigenerativa al Noa è un'eccellenza in Toscana. Con un siero piastrinico ricavato dal sangue del paziente si trattano artrosi e tendiniti. Lo scopo di questa tecnica è evitare la protesi

MASSA. Sono oltre 200 i pazienti curati con la medicina rigenerativa presso l'Ospedale delle Apuane dal 2015 ad oggi: grazie a questa nuova terapia hanno potuto usufruire, in regime di ticket, delle infiltrazioni di gel piastrinico (PRP) per il trattamento delle artrosi iniziali del ginocchio e delle tendiniti. La medicina rigenerativa è un innovativo approccio terapeutico, che si pone l’obiettivo di promuovere il naturale rinnovo dei tessuti affetti da traumi o da patologie ortopediche, fornendo soluzioni alternative ai trattamenti chirurgici tradizionali, evitando così in molti casi anche un intervento chirurgico più invasivo come la protesi.

«Senza dubbio le maggiori evidenze scientifiche e i migliori risultati vengono ottenuti nel trattamento delle tendinopatie - dichiara il dottor Vincenzo Verduci del reparto di ortopedia del Noa -, come epicondiliti, lesioni del tendine di Achille o della cuffia dei rotatori e dell’artrosi di anca e ginocchio. In entrambi i casi sotto forma di concentrati piastrinici, il cosiddetto plasma ricco di piastrine. Il trattamento con il concentrato piastrinico avviene in un’unica seduta: il paziente viene sottoposto a un prelievo ematico, che viene raccolto in apposite provette sterili e centrifugato, ottenendo così il PRP, che verrà poi applicato nei tessuti da curare, già durante la stessa seduta operatoria. Abbiamo un'esperienza pluriennale su queste problematiche e in collaborazione con l'Università degli Studi di Siena, ho pubblicato nel 2012 due importanti articoli scientifici».

I pazienti artrosici che non avevano più beneficio dalle infiltrazioni con acido ialuronico, grazie al trattamento con PRP hanno potuto evitare nell'immediato l'intervento di protesizzazione del ginocchio, rimandando questa chirurgia invasiva anche di diversi anni. Le fasce di età più coinvolte, in media, sono due: quella attiva (40 anni circa) e quella del giovane anziano (circa 65 anni). Il follow-up degli ammalati sinora ha mostrato nella quasi totalità di loro, una riduzione del dolore statisticamente significativa già a due settimane dal trattamento, con un'efficacia che si è mantenuta anche ai controlli dopo un anno dalla terapia con PRP.

Questo moderno approccio di cura include metodiche di ultima generazione come i fattori di crescita ottenuti dal sangue del paziente stesso, evitando così ogni rischio di rigetto o di contagio da malattie trasmissibili. Si tratta di una terapia “biologica” priva quindi dei potenziali effetti indesiderati dei farmaci e “rigenerativa”, in grado cioè di interagire con i meccanismi alla base della patologia da trattare, facilitandone l'effettiva guarigione.

«Queste metodiche un tempo erano riservate agli sportivi di alto livello, oggi invece sono disponibili avvalendosi del Servizio Sanitario della Regione Toscana, in quei casi in cui il PRP viene associato a una procedura chirurgica. Interventi all'avanguardia - continua il dottor Verduci - che porteranno un grande sollievo nei malati, perchè si tratta di trattamenti mini-invasivi, che possono essere ripetuti anche più volte nel tempo, personalizzando la terapia. Il paziente in molti casi, già dall'immediato post operatorio, potrà tornare alle normali attività quotidiane, astenendosi soltanto da attività fisiche e sportive pesanti e, associando un apposito programma di fisioterapia. Mi auguro vivamente che queste scoperte e molte altre, attualmente in sperimentazione clinica, diventino sempre più possibilità di cura per moltissimi cittadini nella risoluzione di patologie altrimenti invalidanti». —