«Escavazione abusiva Il Ministero scrive a Regione e Comune»

MASSAIl Grig (Gruppo di intervento giuridico) fa sapere che «il ministero dell’ambiente ha chiesto alla Regione e al Comune chiarimenti in relazione ai lavori estrattivi abusivi effettuati alla Cava...

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Il Grig (Gruppo di intervento giuridico) fa sapere che «il ministero dell’ambiente ha chiesto alla Regione e al Comune chiarimenti in relazione ai lavori estrattivi abusivi effettuati alla Cava Romana e oggetto di provvedimenti di ripristino ambientale per verificare se “emergano profili di danno ambientale”. È uno degli effetti della richiesta, effettuata dal Grig, di adozione dei provvedimenti di decadenza dalle concessioni a causa del mancato ripristino ambientale nonostante l’emanazione di tre ordinanza di sospensione lavori estrattivi abusivi e ripristino ambientale emesse dal Presidente del Parco in due anni (2016-2018).


L’Arpat - prosegue il Grig - ha comunicato di non aver informazioni recenti, perché “l’ultimo controllo effettuato … presso la Cava risale a gennaio 2000”. La riscontrata “gestione non corretta dei rifiuti” da parte della “ditta che al tempo gestiva la Cava (diversa dalla ditta attuale)” determinò “una comunicazione di notizia di reato”. Nell’ambito del procedimento di valutazione di impatto ambientale per la riapertura della cava (poi conclusa negativamente), l’Arpat aveva espresso parere negativo per gravi carenze. Con ben tre ordinanze del Presidente del Parco è stata ordinata la sospensione dei lavori e il ripristino ambientale delle opere estrattive realizzate abusivamente».

«Gli uffici del Parco - prosegue il Grig - quantificano il marmo estratto illecitamente in 15.990 metri cubi. In realtà, come ricordato anche dal Parco, “la ricostruzione degli assetti preesistenti le opere difformi viene ordinata e deve essere attuata sia in area parco che in area contigua di cava”, per cui poco importa, per il ripristino ambientale, che il sito sia dentro o fuori l’area naturale protetta. Il fatto grave è che, a più di due anni dalla prima ordinanza presidenziale, non si ha conoscenza di alcuna attività di ripristino ambientale, né si ha conoscenza dell’avvenuto pagamento del canone di concessione. Eppure finora non risultano adottati provvedimenti di revoca/caducazione delle attività estrattive». —