Le accuse a Don Euro: «Dopo la benedizione ci chiese 20mila euro»

Nelle intercettazioni anche la rabbia del parroco verso il suo principale accusatore. Le accuse ai colleghi preti: «Fanno tutti i moralisti, ma solo perché sto zitto»

MASSA. Un fascicolo di oltre 500 pagine. Dove viene ricostruita, con tutti i particolari, la vicenda di don Euro: dai festini gay alle truffe, fino all’estorsione nei confronti del vescovo.

Emergono nuovi particolari, quelli che i parrocchiani (quando Morini era ancora sacerdote) hanno raccontato ai carabinieri nell’ambito dell’inchiesta dove sono stati sentiti come testimoni. E emerge la rabbia di Morini contro gli altri parroci: «hanno fatto peggio di me».


A parlare – il 18 febbraio del 2016 – con i carabinieri è una parrocchiana di Fossone. «Ho conosciuto don Luca Morini da 5-6 anni, come parroco ha sostituito don Antonio che ormai era anziano e malato. Don Luca Morini era molto chiacchierato nella frazione di Avenza in quanto si diceva che era sua abitudine andare a rastrellare denaro dagli anziani per poi spenderli per fare la bella vita. Mi è stato detto che alcune donne che facevano le pulizie presso l’abitazione del parroco, avevano rinvenuto ciabattine griffate con il nome di un hotel che era poi emerso essere un albergo extralusso della Sardegna dove si spendeva 350 euro a nott.

È la stessa parrocchiana di Fossone a raccontare un episodio particolare. «Una volta, dieci anni fa, nel periodo pasquale don Morini si è presentato presso la mia famiglia. Ha chiesto a mio padre, che era un imprenditore di import e export del lapideo, se gli poteva fare il favore di emettere fatture a suo nome per 20mila euro. Quando mio padre insisteva nel chiederli perché, e il motivo dell’emissione, si alterava e se ne andava».

Il 21 marzo 2016 Luca Morini parla col vescovo. Parte all’attacco con un linguaggio denso di epiteti e accusa la Curia di aver creduto alle accuse dell’uomo che lo ha denunciato (Francesco Mangiacapra). Al vescovo che accenna solo timide risposte don Morini replica accusando di malefatte, sia nel campo dell’illecita appropriazione di denaro sia nell’ambito di rapporti che riguardano la sfera intima, altri prelati facendo anche i loro nomi.

Nel corso della telefonata non nega di aver avuto rapporti con Mangiacapra, ma si arrabbia perché erano state pubblicate foto che dovevano rimanere segrete e attinenti alla sua vita privata.

Don Morini: «E la curia sta a sentire uno che offende, che fa la tr... di professione a Napoli... E l’hanno trovato il sistema, è tutta una cosa costruita da mascalzoni perché io so tante cose e ho saputo di passaggi di monete molto grossi fra Lucca e Massa... Comincio da Don Coso. . ne prendo uno poi cominciamo da Castelnuovo Garfagnana e andiamo giù, vedrà cosa succede»

«È che questi fanno tutti i moralisti, perché io sto zitto, perché io ho tollerato tutta questa vicenda, mi hanno infangato fino alla punta dei capelli».

Monsignor Santucci: «Non serve questo modo di ragionare! ».

Don Morini: «Ce n’è una valanga di preti, una valanga in Italia ma, anche in passato, non fu fatto questo sciacallaggio né da parte dei preti né da parte del coso»

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