Cava Romana, lavori senza autorizzazione: Turba a processo

Secondo l’accusa avrebbe escavato in difformità al piano. A lui e al suo geologo si contestano reati contro il paesaggio

MASSA. Secondo il pubblico ministero, Giorgio Turba ha esteso l’attività estrattiva all’interno dei confini del Parco delle Apuane, comunque in un’area in cui l’estrazione non è nè concessa, né prevista dal piano di escavazione. È, infatti, con l’accusa di aver violato le prescrizioni delle legge sui beni culturali e sul paesaggio che l’imprenditore del marmo (ex patron della Massese) è a processo di fronte alla giudice monocratica Valentina Prudente. Insieme a Giorgio Turba, sul banco degli imputati, c’è anche il geologo Massimo Corniani, difeso dall’avvocato Luca Benedetti.

Secondo l’accusa Giorgio Turba, titolare di Cava Romana srl (che escava presso Cava Valsora-Palazzolo), avrebbe esteso l’attività estrattiva in area protetta e in difformità rispetto al piano di escavazione presentato e autorizzato. In particolare sarebbe stata arretrata la linea di confine con il parco, ampliando in questo modo l’area interessata all’attività estrattiva.


A processo con l’imprenditore, difeso dall’avvocato Piero Fillioley, anche il geologo che, secondo il pubblico ministero (di opinione diversa la difesa), avrebbe svolto le attività di direttore lavori con conseguenti responsabilità sulle opere di estrazione. Escavando in difformità alle autorizzazioni rilasciate, Turba e Corniani avrebbero violato le prescrizioni del codice del paesaggio. Ai due si contesta, infatti, un reato di tipo contravvenzionale come previsto dall’articolo 181 di quel codice.

Una vicenda complessa quella di cava Valsora, che non ha soltanto risvolti nelle aule panali, ma anche in quelle della giustizia amministrativa con un ricorso al Tar fiorentino contro gli atti con cui il Comune non rinnova le autorizzazioni all’escavazione. I fatti contestati risalgono all’aprile del 2016. Venerdì mattina, in tribunale, davanti alla giudice Prudente, la terza udienza. In aula l’imprenditore Giorgio Turba non c’era. Contattato telefonicamente, ha preferito non rilasciare dichiarazioni. —C.S..