Redditi, Massa fanalino di coda tra i capoluoghi della Toscana

Dal 2008 una riduzione dell’1,07 per cento, la media annua è di 20.317 euro Istituto Studi e Ricerche: «Nessun allarme, la diminuzione ci sembra contenuta»

MASSA. La città fanalino di coda tra i capoluoghi di provincia in Toscana sulla media dei redditi dichiarati dai contribuenti, preso a riferimento l’anno d’imposta 2016 (dunque dichiarazione dei redditi 2017). In numero fa 20.317 euro l’anno. Rispetto al 2008 (ovvero ai redditi dichiarati nel 2007), al netto dell’inflazione e quindi in termini reali, a parità di potere d’acquisto delle famiglie, c’è una riduzione del 1,07 per cento. I dati sono stati pubblicati dal Sole 24 Ore.

La cosa però non deve far spaventare troppo. Almeno secondo l’analisi dei ricercatori dell’Istituto di Studi e Ricerche della Camera di Commercio. I tecnici ci vanno cauti: «Per avere una valutazione più completa e puntuale, deve essere analizzato lo spostamento delle fasce di reddito nella popolazione, ovvero i termini di redistribuzione della ricchezza tra le varie componenti sociali. A Massa, per esempio, storicamente la redistribuzione è più equa rispetto alla vicina Carrara, dove il reddito imponibile è più alto ma concentrato in poche fasce di popolazione».


Ancora l’Istituto di Studi e Ricerche: «La variazione in ribasso a Massa ci sembra in realtà abbastanza contenuta, anche in riferimento alla media nazionale dei capoluoghi (pari a -1,92 per cento, ndr) e al calo generalizzato che vediamo in tutta Italia. Ci sono poi da considerare moltissimi fattori: naturalmente la più grave crisi economica nell’ultimo decennio, che ha prodotto disoccupazione, contratti di lavoro atipici, la stagionalizzazione e la precarizzazione dell’impiego. Secondo noi incide molto sulla media l’aspetto demografico: si riduce infatti la popolazione attiva nel mondo del lavoro, l’età delle persone si alza e dunque un numero maggiore di contribuenti sono usciti dalla sfera occupazionale, e ha giocoforza redditi più bassi. In virtù di questo, non ci sentiamo di lanciare alcun allarme nell’ottica di un presunto impoverimento della nostra città».

Massa dicevamo è il fanalino di coda tra i capoluoghi in Toscana, ma non che le altre città se la passino poi così meglio. L’unica che registra una variazione positiva nel decennio è Lucca (+1,58 per cento, reddito medio annuo pari a 23.447 euro). Le altre piangono tutte: cali vistosissimi per Prato e Grosseto (meno quasi quattro punti percentuali, comunque entrambe le città superano i 21.000 euro annui di reddito medio dei cittadini) e Siena (meno quasi tre punti percentuali, ma reddito che ancora sfiora i 28.000 euro l’anno, ed è il più alto dell’intero territorio regionale). Riduzioni un po’ più contenute per gli altri capoluoghi di provincia: -1,15 per cento a Livorno (dove il reddito medio è di 23.368 euro), -1,10 per cento a Pisa (26.411 euro), -0,44 per cento a Pistoia (21.700), -0,14 per cento ad Arezzo (22.197) e -0,02 per cento a Firenze (26.503 euro, di un soffio seconda in Toscana per monte stipendi dichiarato).

Secondo gli esperti dell’Istituto di Studi e Ricerche della Camera di Commercio, il numero dei residenti influisce sulla media annuale dei redditi: Massa, al 1° gennaio 2009, contava 70.646 abitanti, scesi a 69.226 al 1° gennaio 2017, per una riduzione più o meno del 2 per cento. Dunque meno contribuenti netti in valore assoluto, su cui vanno calcolati i residenti in pensione. —