Cava Romana, la prof Leverotti insiste: strani quei confini

Nel mirino una linea che secondo la militante ambientalista ha permesso di scavare in area Parco «Intervenga la Regione» 

MASSA

Non si è fatta attende la replica della professoressa Franca Leverotti al Parco delle Apuane, che l’aveva accusata sostanzialmente di non saper leggere i numeri e le carte; il riferimento era a Cava Romana.


«Che il Parco spieghi che si tratta di “un progetto estrattivo legittimamente approvato nel 2010” è una tragica realtà - osserva la militante ambientalista - Il geologo aveva disegnato in modo sbagliato la linea di confine del Parco; gli uffici del Parco e del Comune non l’hanno rilevato e dunque il progetto approvato da Parco e Comune autorizza a scavare in area Parco. Che una modifica di confine possa sanare gli abusi denunciati in Procura può capitare, come ben sa il Parco: è successo per una cava della Garfagnana quando il Parco ha azzerato ex post alcune prescrizioni. Che “una discreta parte” delle difformità realizzate (forse i 4.950 mc?) sia “ben distante dall’area Parco”, si può verificare dalla mappa presentata dal geologo della Ditta qui allegata, quando gli abusi dichiarati erano appunto 4.950 mc in area contigua e solo 11.000 in area Parco. Quanto ai numeri “ballerini” - aggiunge - mi sono adeguata, dato che non ho la possibilità di fare sopralluoghi, né la competenza tecnica, a quanto riportato dallo stesso Parco nell’Ordinanza 4/2017 ( a piano Parco approvato). Quanto al fatto che la nuova linea di confine fosse stata approvata nel 2010, gli abusi realizzati in un arco d tempo indeterminato, visto l’assenza almeno decennale dei controlli, ma certamente entro il 2015, e il piano del Parco sia del 2016, mi suscita una curiosità: il piano del Parco del 2016 per questa micro zona riportava la linea di confine del 1997 o la nuova linea tracciata dal geologo?». E si chiede: «La Giunta Regionale era pronta a rettificare la linea di confine infranta dalla Ditta?».

Secondo la Leverotti, a questo punto «la modifica dei confini richiede un attento esame della giunta regionale, cioè di un organo politico anche se si tratta del singolo caso, perché qui si tratta di violazioni plurime delle leggi», conclude. —