Dal marmo di Carrara nasce una Cinquecento

A Torino il progetto di Nazzareno Biondo, scultore allievo di Luciano Massari  Il messaggio: con questa opera racconto la decadenza del nostro secolo

CARRARA. Una Cinquecento “abbandonata” di marmo per raccontare la decadenza del nostro secolo.

È il progetto di Nazzareno Biondo, giovane scultore diplomato all'Accademia di Belle Arti di Torino, ex studente del professore Luciano Massari (direttore dell’Istituto di Belle Arti di Carrara), che in questi giorni sta facendo parlare di sé a proposito dell'ambiziosa scultura che l'artista sta realizzando nel suo laboratorio di Torino.


Una Cinquecento - vecchio modello - scolpita nel marmo. Per far entrare il blocco di 15 tonnellate che all'interno del suo laboratorio, lo scultore – spiega in un'intervista rilasciata al quotidiano Repubblica - è dovuto ricorrere al vecchio metodo della lizzatura.

E per realizzare la Cinquecento abbandonata «simbolo di un luogo e di un tempo in cui il futuro della mia generazione poteva essere ancora deciso» ha scelto il marmo bianco che a Carrara ha imparato a scolpire.

Classe 1985, per realizzare la scultura l'artista torinese ha scelto la tecnica della mano libera, senza prendere alcuna misura che lo potesse in qualche modo orientare nelle proporzioni dell'automobile.



La storia che racconta è quella nata proprio nella sua città d'origine: la favola della Cinquecento che nell'Italia degli anni 60 divenne un vero e proprio mito. Ma dello splendore di quegli anni nell'opera del ragazzo non ci sarà nemmeno l'ombra, anzi. L'idea dello scultore è quella di raccontare l'era della post-industrializzazione del nostro paese.

Con il materiale di scarto l'artista, inoltre, realizza beni di lusso come mazzette di denaro e lingotti d'oro per sottolineare «l'abbandono della cultura dello spreco in favore di quella del riutilizzo».

Biondo ha inaugurato nel 2012 il suo laboratorio, ove dal marmo, materia e matrice delle sue sculture, fa emergere oggetti del quotidiano in una ricerca di perfezione formale e rielaborazione concettuale. Le grandi capacità tecniche gli permettono di giungere ad un gelido iperrealismo con il quale riproduce nei dettagli armi, rifiuti e carcasse della società contemporanea.

Il marmo lavorato "per via di levare" racchiude in se le forme che si rivelano all'artista attraverso ad uno sguardo ironico ma allo stesso tempo drammatico che lui ha sul mondo.

E proprio da questa sua concezione del mondo è nato il progetto della Cinquecento abbandonata proprio per raccontare la decadenza del nostro secolo.

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