Caso Don Euro, il prete intercettato con il vescovo: «Guarda che se parlo io...» - Video

Le minacce di don Morini a monsignor Santucci: il parroco con l’arma del ricatto si fece dare 19.150 euro in quattro anni

MASSA. Don Luca Morini il vescovo Giovanni Santucci lo sentiva spesso. Gli telefonava anche in piena notte. Gli si rivolgeva chiamandolo a volte Giovanni, molto più spesso vescovo. Si lamentava don Luca: del mal di denti, delle allergie, della cervicale. Si dipingeva come uomo spossato e malato, che aveva bisogno di “passare le acque” e di curare il diabete e le allergie che da tempo lo tormentavano.

VIDEO. Le tappe dell'inchiesta

Don Euro, le tappe dell'inchiesta sul prete che dilapidava i soldi dei fedeli in escort e lusso

Ma spesso lo minacciava. Quando vedeva che le sue continue richieste di denaro non venivano esaudite, almeno non tutte.

Le intercettazioni. «Vescovo guarda che se parlo io..» Così comincia una delle tante telefonate di don Luca a monsignor Santucci, nell’aprile del 2016. È una delle conversazioni finite nei faldoni della Procura. Fanno parte di un’inchiesta di cui oggi si conosce il nome, “Corvo”, che per mesi e mesi ha scandagliato la vita di don Luca Morini dopo che la sua vicenda, i festini con gli escort e i soggiorni negli hotel di lusso a spese dei fedeli, è finita sugli schermi delle Iene e diventata di dominio pubblico.

«L’altra notte ho pianto e pregato e mi sono raccomandato. Per questo qualcuno da lassù ha agito e ha eseguito le mie preghiere».È il 17 novembre 2016. Don Luca Morini (il parroco che il 13 giugno prossimo sarà a processo per truffa, estorsione, danneggiamento fraudolento dei beni assicurati, appropriazione indebita, ricettazione) parla al telefono con il vescovo Giovanni Santucci. È il giorno in cui il gip Alessandra Aracri si oppose alla richiesta di sequestro preventivo di 24mila euro sul conto del parroco disposta dal pm Alessandra Conforti. Il sequestro dei beni del parroco avvenne qualche mese più tardi, insieme all’avviso di conclusione indagini. Un vero tesoretto e proprio con tutta una serie di cifre: si va dai 155mila euro in diamanti ai 300mila euro versati per acquistare una abitazione nel pisano. E decine e decine di prelievi in contanti.



Il vescovo diede a don Morini 19.150 euro. Ci sono i soldi, tanti soldi, quelli che il vescovo ha dato a don Morini in parte prelevandoli da suo conto personale. E ci sono le date: il 20 dicembre del 2012 Santucci emetteva un assegno dal suo conto personale di 4.000 euro. Dal 3 gennaio 2013 al 23 gennaio dello stesso anno emetteva tre assegni dal suo conto personale, per 4.000 euro in totale.

Il 20 maggio del 2014 il vescovo emette un assegno dal conto corrente delle Pie Fondazioni legate da 1.000 euro (questa è la vicenda per cui Santucci è finito a processo per impiego improprio di denaro). Dal 22 luglio 2015 al 31 luglio dello stesso anno Santucci firma due assegni dal conto corrente diocesano per complessivi 2.000 euro.

Il 12 agosto 2015 un altro assegno del vescovo di 400 euro è destinato a Morini, e pure quello da 900 euro del 25 agosto. Dal 2 settembre al 30 settembre sempre del 2015 il vescovo ordina bonifici per 2.100 euro a favore di don Morini. Dal 7 al 16 ottobre dello stesso anno altri bonifici per 2.850 euro. E, infine, il 4 novembre del 2016 un bonifico da 1.000 euro.

In totale 19.150 euro che il vescovo ha consegnato a don Luca Morini e che quest’ultimo ha speso per soggiorni in hotel, trattamenti cosmetici, regali griffati ai suoi escort.