Alessio, fiore reciso che il liceo Repetti non dimenticherà

Un momento della premiazione al classico

Carrara, assegnate in un clima di grande commozione le borse di studio dedicate allo studente travolto e ucciso

CARRARA. Un premio per la gentilezza. Così potremmo definire le due borse di studio assegnate ieri mattina a due studenti del Liceo Classico Repetti, Gianni Vinchesi della I B e Giada Bernabé della I A, in memoria di Alessio Zanetti. Un fiore reciso, Alessio: si è spento a soli 16 anni il 18 maggio dell’anno scorso, travolto da un pirata della strada mentre tornava a casa, in località Battilana. «Non volevamo basare la nostra scelta sul merito – ha spiegato Cristina Francesconi, mamma di Alessio e promotrice dell’iniziativa – ma sulle qualità umane dei ragazzi, sulla loro capacità di creare un buon clima in classe, di portare armonia. Come sapeva fare nostro figlio».
Dopo una breve introduzione del professor Francesco Battistini, ha preso la parola il preside Luigi Corsi: «Il mio è un intervento di forma, la sostanza è stata gestita dal professor Battistini e altri docenti. Una commissione formata dagli insegnanti, ma anche da alcuni ragazzi, ha scelto due studenti della quinta ginnasio dello scorso anno. Tutti ricordiamo la tragedia che ha colpito in primo luogo la famiglia e poi questa comunità. Eppure, anche da un evento così tragico può nascere un fiore. Abbiamo istituito questa borsa di studio per i prossimi 5 anni e la prorogheremo, se troveremo le risorse. Abbiamo dato mandato ai docenti del Repetti di individuare dei criteri di selezione per studenti che si distinguessero nel solco tracciato da Alessio: una grande positività nei rapporti umani. Hanno preparato un regolamento che è stato condiviso e approvato dal consiglio d’istituto». Si è poi rivolto ai ragazzi: «Qui tra i banchi si formano le amicizie che vi accompagneranno per tutta la vita. Sono molto contento che dimostriate la volontà di mantenere vivo questo ricordo, vi fa onore: dimostra maturità e sensibilità, due doti che il liceo classico coltiva».


In seguito è stato proiettato un video realizzato dei compagni di Alessio. Dapprima la voce fuori campo di una ragazza ha descritto un ricordo particolarmente vivido di lui che saliva per la prima volta in motorino con un amico, stringendolo forte a sé: «La stretta della piovra», scherza lei. Poi è comparsa una carrellata di foto con gli amici, intervallate dalle battute di Alessio: “Cosa fanno due nuvole in un conflitto? Una guerra lampo”, “Come rifiuta un cervo? Dai-no”, a riprova della sua bonomia, della sua allegria. Una testimonianza toccante, a tal punto che i ragazzi, nelle prime file, hanno cominciato a singhiozzare; si sono commossi i genitori, gli insegnanti, il resto del personale. Cristina, mamma di Alessio, si è rivolta agli studenti: «Grazie per essere tutti presenti, non sapete quanto ci siate stati vicini. Vorrei ringraziare gli enti e i privati che hanno contribuito a realizzare questo progetto, nonché il preside e i professori per il loro impegno. In ultimo i ragazzi, che ci sono stati sempre accanto, come immaginiamo che Alessio abbia fatto con voi». Qui ha fatto una pausa, la voce rotta dal pianto. «Abbiamo voluto scegliere, simbolicamente, un ragazzo per ogni classe: Gianni della I B e Giada della classe di Ale». I vincitori si sono alzati a turno per ritirare il premio; entrambi hanno stretto la coppia di genitori in un abbraccio. Un ultimo premio, a sorpresa, è stato assegnato direttamente dal papà di Alessio, Giampiero Zanetti: «Avete presente quando sei a letto, d’estate, e senti una zanzara che ti ronza nell’orecchio? Ecco, io avevo un pungolo. C’era un altro ragazzo che avrei voluto premiare personalmente». A ricevere questo speciale riconoscimento è stato chiamato Alessandro Marchetti della I A.