Cani da caccia anziani maltrattati e feriti

Quando sono vecchi o malati i proprietari li seviziano.Tanti i casi segnalati alle forze dell’ordine.

MASSA CARRARA. Tante denunce a Massa, tante denunce a Carrara, tante denunce in Lunigiana. A occuparsene i comandi di polizia municipale, che raccolgono le segnalazioni e intervengono per tutelare gli animali. Si tratta dei cani da caccia che per un motivo o per l’altro (malattia oppure anzianità) non sono più in grado di soddisfare il proprietario. Quest’ultimo invece di trattare l’amico a quattrozampe come meriterebbe per i cinghiali, piuttosto che i fagiani, che in passato gli ha fatto catturare, lo maltratta. Casi che fanno stringere il cuore, come possono testimoniare gli agenti che stanno conducendo una vera e propria indagine scoprendo un fenomeno che non sembrava così diffuso nel nostro territorio.

Invece ci sono cani che perdono il pelo, che sono rinchiusi in piccole gabbiette senza mai vedere la luce del sole e senza poter uscire per sgranchirsi le zampe. In alcuni casi - la sezione animali del comando di polizia municipale di Massa è la più attiva in questo senso - i segugi vengono portati via e curati a spese della collettività. Quando sono fortunati, perché spesso vengono abbandonati al loro destino, che quasi sempre finisce con la loro morte perché non abituati a fare la vita da randagio. Le segnalazioni sono di ogni genere, purtroppo: cani ristretti in capanni insalubri o alla catena senza adeguati ripari, malnutriti e in alcuni casi sottoposti a veri e propri maltrattamenti fisici. Alcuni vengono abbandonati nei canili quando non sono più in grado di fiutare o di inseguire la preda, magari perché hanno tanti anni di onorata carriera alle spalle. Ma ci sono anche casi di maltrattamento perché il cacciatore ha più di un animale (un sessantenne in Lunigiana ne aveva sei) e tra questi c’è chi viene ferito dagli altri per mangiare il poco cibo che viene messo nella gabbia.

Come detto le segnalazioni che arrivano ai vari comandi di polizia municipale sono tante ed è già partita una operazione capillare di controlli. I vicini che vedono i cani senza cibo e senza acqua (oppure con acqua sporca) chiamano gli agenti e chiedono di intervenire perché lo spettacolo che vedono è davvero disgustoso. Per i padroni senza cuore sono in arrivo sanzioni pesanti e soprattutto l’allontanamento di quello che quando era giovane e forte era trattato come un re. Ma serve l’aiuto di tutti per salvare il maggior numero di bestiole, quindi se qualcuno ha notizia di sevizie di questo genere è pregato di avvisare le forze dell’ordine.

Oltre alla polizia municipale del fenomeno se ne sta occupando anche l’Aidaa (Associazione italiana difesa animali e ambiente), che a livello nazionale fornisce dati che definire allarmanti è un eufemismo: «Sono almeno cinquantunomila i cani da caccia che vivono in condizioni terribili», commentano i responsabili dell’associazione. Resta da capire quanti di questi si trovano nella nostra provincia.

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