Vassoi e foto storiche Apuana Corporate conquista la Cina

Gli oggetti sono realizzati con gli scarti di lavorazione in cava Saranno venduti anche nel museo del Duomo di Firenze

CARRARA. Da Carrara alla Cina, passando per il Grande Museo del Duomo di Firenze. I marmi targati Apuana Corporate – La Fabbrica Diffusa arrivano a Firenze all'interno del Grande Museo del Duomo e, grazie all'accordo commerciale con Savio Firmino (azienda fiorentina di arredamento), nel mercato cinese del lusso.

I marmi di Apuana Corporete al Museo del Duomo di Firenze. Proprio nei giorni in cui Carrara, per l'artigianato, entra a far parte della rete Unesco delle città creative, Apuana Corporate, la rete formata da imprese apuane, arriva con i suoi prodotti al Museo fiorentino e in Cina. Avevamo parlato di Apuana Corporate qualche settimana fa, quando l'imprenditore carrarese Claudio Morelli, che ne è l'ideatore e coordinatore, ci spiegava così la filosofia di questa “rete di imprese” interna al territorio apuano: «un sistema – analizzava – che invita le imprese a collaborare, trasparente, dove il cliente finale sa chi ha partecipato alla realizzazione di quel prodotto».

Gli scarti diventano oggetti di design. Nata nel 2014, Apuana Corporate, nel 2017, come dicevamo, è presente con i suoi prodotti in otto piattaforme di vendita di Amazon nel mondo; nel mezzo, tra le altre cose, premi come Sustainable Stone – Best Innovation 2016 e premi nazionali di Smau (salone delle tecnologie) nel 2015 e nel 2016. Filiera corta e tracciabilità, le parole chiave, ma non solo: «il riciclo degli scarti, come tema progettuale – ragiona Morelli – esce ridimensionato da questa seconda analisi delle attività di Apuana Corporate alla luce di una strategia complessiva che mette il mercato al primo posto, se pur con obiettivi etici e virtuosi». Arriviamo così al Museo del Duomo di Firenze.

«Ho conosciuto – racconta – l'addetto marketing del Museo del Duomo a margine di una conferenza alla General Electric Lerning Center di Firenze, mi avevano invitato a fare un intervento dopo il premio Smau del 2016 e lui era tra il pubblico, è rimasto colpito dal progetto di Apuana Corporate, dai principi etici alla base della rete informale e dal lavoro dei nostri artigiani che cercavano di rimettere in gioco le loro competenze millenarie in una chiave così moderna. Dal Museo cercavano prodotti marchiati e tracciati nell'ottica di una filiera garantita, quanto meno made in Italy, se non addirittura made in Tuscany». «Sono tutti piccoli tasselli – prosegue – di un grande puzzle, mi piace pensare che ogni giorno, turisti in visita a Firenze da ogni parte del mondo, potranno trovare là dei prodotti realizzati dai nostri artigiani firmati con il nostro marchio Apuana Corporate, un bel biglietto da visita no? Li abbiamo realizzati grazie al know how apuano nella lavorazione del marmo, unito a un brevetto sulla stampa ad acqua sui materiali lapidei, depositato nel 2013, ma che solo adesso stiamo proponendo sul mercato».

La joint venture con la Cina. In Cina, invece, arriveranno i marmi marchiati Apuana Corporate per «una joint venture» con la storica azienda fiorentina di arredamento Savio Firmino. «Ho conosciuto – commenta Morelli – Cosimo, uno dei proprietari della Savio Firmino, durante un'altra delle mie conferenze fiorentine sull'innovazione tecnologica per l'artigianato; in quell'occasione eravamo entrambi relatori, sono passati un po' di anni, ci siamo detti più volte che avremo fatto qualcosa assieme, diciamo che abbiamo preso le misure e adesso è arrivato il momento. Dietro ogni cosa che faccio, l'aspetto più importante, a parte l'interesse economico, rimangono i rapporti umani, non esiste business senza feeling». Nel frattempo, fa sapere Morelli, all'orizzonte per Apuana Corporate sono previste altre collaborazioni, tra cui quella con Fila, che si occupa dei trattamenti superficiali per i materiali lapidei, presente in 54 paesi del mondo. «

Mi auguro – osserva – che anche sul territorio apuano, la spinta propositiva della rete informale, faccia presto sentire la propria influenza». Si comincerà, per esempio, , con un progetto con foto storiche di Carrara stampate su marmo alleggerito, firmate digitalmente e tracciate nella filiera grazie a un chip elettronico, leggibile semplicemente con uno smartphone di ultima generazione, frutto della collaborazione con l'ingegnere apuano delle telecomunicazioni Fabio Gatti; oppure l'idea regalo in marmo abbinata al libro “Il tramonto ad Oriente” (edito da Libro Mania), di 3, scrittrice carrarese.

«Adesso – chiosa Morelli – è giunto il momento di fare un altro passo in avanti: dalle idee dobbiamo riuscire a tirare fuori del business per la filiera della città, tutti assieme dobbiamo capitalizzare il percorso fatto fino ad ora e trasformarlo in nuova occupazione».

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