La riscossione è da record: Comune e massesi virtuosi

Multe, tariffe e tasse locali (Imu, Tasi ecc.): Massa è ad alta fedeltà fiscale Il sindaco Volpi e l’assessore Rutili: i nostri bilanci sono veritieri e più solidi

MASSA. Contribuenti modello, i massesi: pagano multe e tasse – quelle comunali almeno – con un’assiduità e una costanza che mettono la città ai primi posti della classifica delle riscossioni delle imposte fiscali del Comune. E brava anche l’amministrazione civica – va detto – che evidentemente ha saputo adottare una politica fiscale efficace.

Ad assegnare a Massa la palma di una delle città più virtuose nella riscossione dei tributi è una statistica elaborata dal Sole 24 Ore (sulla base dei dati forniti dai consuntivi di bilancio dei Comuni). Statistica che,viceversa, mette in luce una situazione drammatica per molte città italiane, compresi grandi centri come Torino, Roma e Napoli, dove i bilanci pubblici sono a rischio default (anche) a causa del flop delle riscossioni. In altre parole: ci sono municipi che incassano anche meno del 50% delle imposizioni (multe, tariffe, tributi) previste. Non a Massa, dove la differenza tra accertato e riscosso è molto più ridotta e tra le migliori d’Italia.

Partiamo dai tributi: nel corso del 2016 il Comune di Massa prevedeva di incassare da Imu, Tasi, addizionale Irpef e proventi assimilati all’incirca 45,6 milioni di euro. Ne ha riscossi 37,3. Cioè l’81,7%. Una ottima performance, secondo la classifica del Sole. Perchè se è vero che ci sono Comuni che fanno ancora meglio (Trento incassa praticamente tutto l’accertato: il 99,5%; Mantova il 94%, Genova il 92,5%), ci sono anche città dove è un “disastro”. Avellino, per esempio, a fronte di un accertamento simile a quello di Massa, 45,5 milioni, ha incassato solo 21,2 milioni, pari al 46,6%.

E Massa fa ancora meglio a proposito delle tariffe, che sono poi le entrate che derivano dai servizi pubblici a domanda individuale come asili nido, trasporto scolastico o anche dall’affitto o dalle vendita di beni appartenenti al Comune. Ebbene, su questo fronte l’amministrazione civica aveva previsto entrate per 14,3 milioni di euro. Le tariffe effettivamente pagate ammontano a 13 milioni, pari al 91%. Siamo al sesto posto assoluto (il primo è occupato da Enna, con il 93,7%; gli ultimi, per avere un raffronto da Ancona e Forlì, dove gli introiti si fermano al 69,7% di quanto dovuto).

Ma dove i massesi si dimostrano più solerti nel pagamento, è sul fronte delle multe per contravvenzioni al codice della strada o per altri illeciti amministrativi. Qui pagano (quasi) tutti. E subito. La previsione di entrate per quanto riguarda le sanzioni elevate dalla Polizia municipale era di 2 milioni di euro e i cittadini ne hanno pagate 1,9 milioni, il 98,6% si è messo subito in regola senza aspettare richiami e raddoppi delle sanzioni. Spinti anche (ma questo vale in tutta Italia, dalla formula del pagamento ridotto entro i primi 5 giorni dalla multa). I massesi, insomma, non sono un popolo di morosi.

«Anni di lavoro pagano: i dati messi in luce dallo studio del Sole 24 Ore certificano la attenzione che l’amministrazione pone sulla messa a punto del bilancio e della capacità di riscossione di Master», dice soddisfatto il sindaco Alessandro Volpi. Grazie alla alta corrispondenza tra entrate previste ed entrate effettive, prosegue, «possiamo costruire bilanci veritieri e senza insidie. Senza, cioè il rischio di trovarci, poi, alle prese con attivi che in realtà non esistono e con “buchi” nei conti pubblici».

Il sindaco riconosce poi ai suoi concittadini «una propensione alla fedeltà fiscale alta». Il che assieme «alla capacità di controllo sui pagamento da parte del Comune» contribuisce non poco al raggiungimento di questi risultati»

«I dati del Sole – spiega a sua volta Giovanni Rutili, assessore al Bilancio – dimostrano che c’è coerenza tra quello che si prevede di introitare e quello che si riesce effettivamente a incassare. E questo perchè da parte nostra c’è una visione “realistica” delle risorse in entrata». In altre parole, meglio ridurre le previsioni e modificarle, eventualmente, nel corso dell’anno, piuttosto che iscrivere a bilancio somme più alte che difficilmente saranno introitabili.

«Se l’accertamento è più vicino all’incasso – dice ancora l’assessore Rutili – è possibile costruire un bilancio più saldo, riducendo la necessità di inseguire i cittadini con azioni e contenziosi che costano soldi e risorse, si protraggono nel tempo e non hanno a volte un esito certo». E bilanci più veritieri, aggiunge Rutili, «sono forse più faticosi, in quanto richiedono maggiore attenzione nella gestione della spesa, ma son anche più sicuri e rispettosi della cosa pubblica».

La lotta ai morosi, tuttavia, continua, sottolineano in municipio, ricordando che proprio alcuni giorni fa è stato assegnato all’Agenzia delle Entrate il compito di fare le riscossioni coatte per conto del Comune.

Claudio Figaia